Il palazzo della comunità

Palazzo Comunale Furono costruiti ad iniziativa e spese della comunità civile o religiosa per il disbrigo, al loro interno, delle faccende politiche, culturali o religiose della suddetta comunità. I più antichi e famosi sorgono sulle rovine della vecchia città etrusca e romana ed hanno subito nei secoli notevoli ristrutturazioni. Fra questi si evidenziano:

Torre del Comune (XII secolo) PALAZZO DEL CONSIGLIO COMUNALE Sorse contemporaneamente al sorgere della autonomia comunale nel dodicesimo secolo sulle rovine del Foro della città romana, all'incrocio tra il Cardo ed il Decumano. In origine era costituito da un unico grande salone posto all'altezza del termine della odierna scalinata e destinato alle riunioni consiliari. Tracce evidenti di questa antica costruzione si possono notare sul lato destro che si affaccia su piazza Signorelli. Nel cinquecento fu ingrandito sul lato sinistro al di là dell'odierna via Roma ed al di sopra dell'arco che sovrasta detta via, unendo i due edifici, fu innalzata la torre campanaria. Venne inoltre costruita la grande scala di accesso. Nelle epoche successive l'edificio subì notevoli rimaneggiamenti e nel 1896 venne restaurato in modo del tutto arbitrario dall'architetto Castellucci, il medesimo cui Cortona deve l'attuale facciata della chiesa di Santa Margherita. Sul lato che dà sulla piazza Signorelli vi è una colonna innalzata nel 1508 portante il leone fiorentino detto il Marzocco, oggi quasi illeggibile per il degrado della pietra serena. Nella Sala del Consiglio, alla quale si accede dalla scala presso la suddetta colonna, si trova un camino, già nel palazzo Sernini in piazza Alfieri, scolpito in pietra, opera di G. B. Infregliati detto il Cristofanello (secolo XVI)

Palazzo del Capitano del Popolo (XIII secolo) PALAZZO DEL CAPITANO DEL POPOLO Fu costruito di fronte a quello del Consiglio Comunale, quando nel XIII secolo venne istituita la carica di Capitano del Popolo. Il palazzo in origine merlato, era coronato da una torre, di cui restano tracce nel lato sinistro, sulla quale era ubicato il Campano per le assemblee. Nel 1411, con l'acquisto del Comune da parte della Repubblica Fiorentina venne a cadere la carica di Capitano del Popolo ed il palazzo assegnato ad uffici di esazioni delle gabelle. Nel 1512 venne donato dal Consiglio Comunale a Silvio Passerini, per accattivarsene la simpatia, essendo stato il medesimo nominato datario di Leone X Medici. I Medici erano allora Signori di Firenze da cui Cortona dipendeva. Il Passerini impose lo spostamento della Campana delle assemblee ed arricchì il palazzo con affreschi e vetrate istoriate da Guglielmo Marcillat, opere d'arte oggi andate distrutte, e vi ospitò Leone X nei giorni 15, 16 e 17 novembre del 1515 nel corso di una sosta fatta dal medesimo Pontefice, che si recava a Bologna per incontrare il Re di Francia Francesco I.

Il palazzo, divenuto proprietà degli eredi del Cardinale Passerini, nei secoli successivi subì trasformazioni ed ampliamenti per cui oggi risulta difficile leggerne la primitiva fisionomia. La proprietà è oggi frantumata in un condominio, e ciò sembra poco rispettoso della gloria passata.

(XVI secolo) PALAZZO VESCOVILE Sorge sulle rovine di vecchi fabbricati utilizzati dal clero che era a servizio dell'attigua Pieve urbana di Santa Maria, dove la tradizione vuole che ebbe la sua dimora anche Frate Elia nel primo periodo della sua residenza a Cortona. I resti rimessi in luce in facciata evidenziano un porticato medioevale che doveva essere addossato a quei fabbricati. L'ampliamento e la trasformazione di tali edifici in Palazzo Vescovile si devono a Silvio Passerini, quando nel 1521, ormai cardinale, venne nominato anche vescovo di Cortona. Ulteriori ampliamenti ed abbellimenti furono apportati dai vescovi successivi. Sul lato sinistro del portale cinquecentesco tre grandi stemmi: il primo a sinistra del vescovo Leonardo Bonafede (1529-1537), centrale di Matteo Concini (1560-1562), l'ultimo a destra di Costantino Veltroni (1577-1595). Il Palazzo è sede degli uffici della Curia Vescovile e dell'Archivio della medesima. Nella facciata laterale due lapidi in marmo ricordano la visita a Cortona, nel 1803, di Maria Luisa infante di Spagna e Regina del regno napoleonico dell'Etruria, ospite del vescovo, il fiorentino Filippo Ganucci (1802-1806). La Regina pernottò presso i Mancini nell'allora loro palazzo di via Nazionale ed anche in questo palazzo una lapide la ricorda.

Palazzo Casali (XVI secolo) PALAZZO CASALI Secondo la tradizione sull'area di vecchie costruzioni etrusche e romane, di cui sono visibili i resti nei sotterranei della vicina "Cassa di Risparmio", nell'alto medioevo l'Abate di Farneta costruì alcune case che, con l'instaurazione della autonomia comunale, divennero la residenza del Console del Terziere di Santa Maria. Successivamente divennero proprietà dei Casali che, divenuti Signori di Cortona (1325) costruirono sulle medesime il loro Palazzo. Dopo la caduta dei Casali e del libero comune acquistato da Firenze (1411) vi si stabilì l'amministrazione fiorentina che, tra il 1613 ed il 1621 ristrutturò ed ampliò completamente il Palazzo dei Casali su disegno di Filippo Berrettini. Gli stemmi degli amministratori fiorentini sono in evidenza sulle pareti interne ed esterna destra del Palazzo che oggi è la sede dell'Accademia Etrusca, del Museo dell'Accademia Etrusca, della Biblioteca Comunale e dell'Accademia Etrusca, nonché dell'Archivio Storico Comunale. Questo storico ambiente è oggi considerato per la sua naturale collocazione il Palazzo della Cultura.

Teatro Signorelli (XVIII secolo) PALAZZO VAGNOTTI La prima pietra di questo Palazzo, sorto come centro di studi teologici per la preparazione dei giovani al sacerdozio, fu posta nel 1760 dal vescovo Giovanni Ippoliti. L'edificio sorse su disegno dell'architetto granducale Romualdo Cilli. L'architettura è semplice ed austera tanto esternamente come internamente. Il Palazzo ha due facciate, la principale in via Vagnotti ed un'altra su piazza Giuseppe Franciolini dove, al di sopra dell'elegante portale c'è la lapide che ricorda Francesco Vagnotti, colui che lasciò in eredità i suoi beni per la costruzione del Palazzo. La Cappella interna, costruita nel seicento dall'architetto Francesco Iannelli venne modificata dal Cilli alla fine del settecento. Il quadro sull'altare venne dipinto dal pistoiese Giuseppe Valiani (1721-1810). Oggi il Palazzo, di proprietà della Curia Vescovile, non è più un centro di studi teologici in Cortona, ma utilizzato per altri scopi. Tra la fine di agosto ed i primi di settembre ospita la rinomata "Mostra Nazionale del Mobile Antico".

(XIX secolo) TEATRO SIGNORELLI Di proprietà dell'Accademia degli Arditi, ubicato in piazza Signorelli proprio dove si trovava l'antica chiesa di S. Andrea, fu progettato dall'arch. Carlo Gatteschi nel 1854 in stile neoclassico. La sua loggia ha sette arcate ed internamente due file di otto pilastri con copertura a volte lunettate. Intensa e di qualità è sempre stata la sua consona attività; da molti anni è anche adoperato come cinematografo.