(XIII secolo) LA TOMBA DI FRATE ELIA

Frate Elia, successore di San Francesco nel governo dell'Ordine, moriva a Cortona nell'aprile del 1253. Poco prima aveva redatto un'ampia confessione scritta che lo riportò ufficialmente in seno alla Chiesa Cattolica dalla quale sembrava uscito a seguito di dilanianti contrasti che hanno fatto del personaggio la figura più discussa della storiografia francescana. I suoi confratelli lo seppellirono sotto l'altare maggiore della chiesa di San Francesco, che Elia stesso pochi anni prima aveva costruito, così come, in analogo modo, Elia aveva sepolto S. Francesco nell’apposita Basilica di Assisi, anch'essa da lui edificata in onore del Serafico. La tomba rimase sconosciuta sino al 1651 quando venne fortuitamente ritrovata e subito ricoperta con una lastra di marmo riproducente l'iscrizione contenuta in una lamina di rame ritrovata sopra il cadavere ed oggi andata perduta. La lastra venne rotta a seguito di manomissione della tomba nel 1721 ma successivamente nel 1976 rimessa con la medesima iscrizione. Circa quest'ultima, e se essa fosse veramente la copia di quanto scritto sulla lamina di rame, e se la medesima fosse veramente esistita, si nutrono dubbi che dovranno essere dissolti, se sarà possibile, da studi e documentazioni più certi e probanti.

(XIII, XIV e XV secolo) I TRE SEPOLCRI DI SANTA MARGHERITA

Ricostruzione del primo Sepolcro di Santa Margherita È noto che dopo la sua morte nel 1297, Margherita fu sepolta nella chiesetta di S. Basilio e sopra la sua tomba, ricavata da uno strappo nel muro perimetrale lato valle fu probabilmente posta la tavola dipinta di scuola aretina, forse del Margaritone, oggi al museo Diocesano dove, intorno alla figura della Santa in piedi nell'abito di terziaria francescana sono dipinti episodi della sua vita. Costruita la nuova chiesa del Pisano, il di lei corpo imbalsamato fu trasferito nel 1330 in analoga sepoltura nella nuova chiesa, nella muraglia perimetrale a monte a sinistra dell'altare maggiore. Sopra la nuova sepoltura, a sostituire, forse, la tavola che era nella chiesetta di S. Basilio, fu posto uno stupendo cenotafio in marmo che aveva lo scopo di arricchire l'ornamento della sottostante sepoltura. Questa opera attribuita un tempo a Giovanni Pisano, di poi ai maestri Angelo e Francesco di Pietro di Assisi, oggi allocata da una critica più attenta nell'ambito della scultura senese della prima metà del quattordicesimo secolo. In alto l'annunciazione con le statue della Madonna dell'angelo Gabriele e l'Eterno Padre scolpito al di sotto di una mensola. Sul sarcofago scene della vita e dei miracoli della Santa. Il cenotafio fu smontato nel corso dei lavori di ampliamento della chiesa nel 1730 e la sua collocazione nel transetto dell'attuale basilica avvenuta nel 1879 si deve all'architetto cortonese Domenico Mirri (1856-1939), direttore dei lavori, che fece il lavoro a sua cura e spese e contro il volere del Falcini, architetto progettista, che lo riteneva una stonatura rispetto al nuovo stile dato alla chiesa. Nel 1580 il corpo imbalsamato di Margherita fu posto nell'altare maggiore dove gli venne data sistemazione definitiva con la costruzione di un'urna barocca in legno rivestita in argento scolpito, opera fatta eseguire su disegno di Pietro da Cortona. Purtroppo le sculture in argento sono state asportate nel corso di un furto avvenuto negli anni ottanta.

(XIV secolo) LA TOMBA DEL VESCOVO UBERTINI

Anche questo monumento funebre, la cui datazione è analoga al cenotafio di Santa Margherita, viene attribuito da alcuni ai maestri Angelo e Francesco di Pietro di Assisi. Si trova nella cappella destra dell'abside della chiesa di San Francesco e contiene le spoglie del vescovo Ranieri Ubertini che fu il primo vescovo di Cortona dopo l'erezione della Diocesi nel 1325 e che morì di peste nel 1348. Il vescovo è rappresentato in due posizioni. Nella prima giacente di fianco in un loculo ornato da due tende rialzate di marmo nero, nella seconda, al di sopra delle tende, seduto in vesti pontificali ed in atto di benedire. Sul sarcofago sono scolpiti stemmi ed istoriate decorazioni.

(XVI secolo) MEMORIA DI LUCA SIGNORELLI

È documentato che la cerimonia funebre in suffragio di Luca Signorelli, morto a Cortona nel 1523, fu tenuta nella chiesa di San Francesco. Ne consegue, quasi certamente, che il medesimo fu sepolto nella sottostante cripta al tempo agibile e di proprietà della Compagnia dei Laudesi della quale sembra che il Signorelli fosse membro. Una conferma ed il ritrovamento della tomba si potrebbero avere con la rimozione dei detriti che oggi occupano la cripta. Nell’attesa la Comunità di Cortona ha posto, nella parete del Convento a fianco della facciata della chiesa, un busto in bronzo a memoria.