Lo statuto del 1557

Della compagnia laicale di San Niccolò

Secondo la tradizione, riportata nel manoscritto 608 della Biblioteca del Comune e dell’Accademia Etrusca di Cortona, , la Compagnia di San Niccolò fu fondata il 15 agosto 1440 da sedici scolari non maggiori di anni sedici a insinuazione di San Bernardino da Siena, che si trovava in Cortona, e stavano sotto la direzione spirituale di un religioso francescano di Santa Margherita. Non vi è traccia degli originari statuti, il primo approvato dal Vescovo di Cortona Matteo di Lorenzo Ughi o dal suo successore mons. Rimbertini, un altro sanzionato nel 1481 dal Vescovo Petrella, un terzo del 1517, approvato dal Vescovo Sernini. Di grande importanza per la storia della Compagnia è invece lo Statuto del 1577, atto conclusivo della rinascita della confraternita, strettamente legata alla figura di Marcantonio Laparelli, uomo di grande cultura e di profondi sentimenti religiosi, e figlio di Francesco, il noto architetto militare, progettista delle fortificazioni della Valletta a Malta. Lo statuto, del quale si possiede il testo integrale, nonostante la perdita del documento originale coinvolto nell’alluvione fiorentina del 1966, si apre con un Proemio nel quale sono delineate le vicende iniziali della storia del sodalizio; Seguono le vere e proprie norme che regolano la vita della compagnia, relative al Fondamento, Stato e Governo della Compagnia, alla Cura ai poveri vergognosi, alla Procura di maritare le fanciulle povere, alla osservanza e intelligenza e interpretatione di tutti li punti statuti e li orationi da dirsi in ogni congregazione.

Da tutto ciò si comprende come l’opera della Compagnia sia totalmente rivolta a scopi sociali di assistenza alle classi più deboli, oltre che ad una generica e fondamentale attività religiosa.

Dopo lo statuto del 1577, restano solo tracce di parziali modifiche nel corso del XVIII secolo; se ne può dedurre che la vitalità della Compagnia si mantenne inalterata per oltre due secoli, fino alla fusione con la Compagnia del Gesù e alla definitiva soppressione sanzionata dal Granduca Pietro Leopoldo nel 1784.

Dopo la rinascita della Compagnia Laicale, nel 1952, un ultimo Statuto fu approvato nel 1954 dal Vescovo Giuseppe Franciolini; in esso, adeguandosi alle nuove circostanze e all’evoluzione della società, è stabilito fra i compiti fondamentali, la tutela e conservazione della chiesa di San Niccolò e delle opere d’arte in essa contenute.