di Euripide
con Pamela Villoresi e David Sebasti
regia: Maurizio Panici
Medea ci riporta – a partire dai tragici greci – alle donne di oggi. Sono infatti le donne a mettere in discussione la vecchia cultura facendosi portatrici di un nuovo pensiero. Ed è proprio attraverso Medea (figura totalmente inedita e significativa) che Euripide pone all'interno delle rappresentazioni tragiche un elemento di assoluta modernità.
Medea, infatti, è la prima donna a mettere in discussione i rapporti tra uomo e donna, evidenziando una situazione di forza, contestando l'esistente, aprendo un contenzioso e lasciando intravedere nuove possibilità.
Medea è per questo uno dei più estremi e affascinanti personaggi della tragedia classica e moderna in quanto, prima fra tutte, non agisce spinta da un impulso erotico o sentimentale ma per rispondere ad una ingiustizia :”ecco Medea ….ecco la sventura di una donna“ dice di se al termine di un lunghissimo e straziante monologo.
Le modalità del suo atto trascendono ogni consuetudine.
In Medea l'azione tragica coincide con la sua stessa rovina poiché, mentre punisce il padre dei suoi figli, colpisce con uguale violenza se stessa: pur riconoscendo l'impatto del suo agire, lo persegue con determinazione e lucida consapevolezza.
Il conflitto per la prima volta in una tragedia non è fuori, ma dentro il personaggio, come risulta dal ruolo decisivo dei monologhi nello sviluppo della struttura drammaturgica.
Questo spettacolo fa parte della stagione teatrale 2011/2012 turno Giallo. Per il programma completo, visita la pagina cinema e teatro. Info e prenotazioni: Teatro Signorelli 0575-601882 o info@teatrosignorelli.com.
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di Virginia Wolf
con Isabella Ragonese
regia: Emanuela Giordano
La commedia di Orlando racconta di una bella e nobile ragazza che riesce, dopo mille peripezie, dubbi ed incertezze, a farsi pubblicare il suo romanzo, a divenire una scrittrice famosa, a sposarsi un marinaio/ aviatore di cui è pazzamente innamorata e a coronare questa unione con la nascita di due gemelli. Come dire: non è detto che bisogna per forza rinunciare alla pienezza della vita, all’arte o al sentimento, alla ricchezza o all’amore.
Il romanzo della giovane scrittrice racconta la storia fantastica di un’ eroe che attraversa quattro secoli di storia.
Orlando, questo è il nome del protagonista, resta folgorato dall’incontro con Sasha, misteriosa nobile russa. Fa appena in tempo ad innamorarsene che subito viene tradito.
Il dolore è tale che Orlando sprofonda in un sonno lunghissimo dal quale si sveglia solo un secolo dopo.
Al risveglio Orlando abbandona ogni speranza d’amore per dedicarsi alla poesia ma, ahimè, scopre che i suoi versi non valgono nulla.
Dove trovare la felicità? Nell’amicizia? Anche gli amici, o quelli che credeva tali, presto lo deluderanno.
Insoddisfatto del suo destino, assediato da una comicissima attempata spasimante, Orlando fugge a Costantinopoli con la speranza che al di là del mare le cose possano andare meglio.
Scopre invece che i difetti dell’uomo stanno di casa in ogni paese. Tale è la delusione che sprofonda nell’ennesimo letargo.
La sua fedele governante e i suoi servitori fanno di tutto per risvegliarlo ma invano.
E siccome a questo punto il romanzo sembra proprio arenarsi l’autrice, stufa di raccontare le avventure di un uomo, decide con un colpo di scena, unico nel suo genere, di diventare lei stessa protagonista della sua commedia: fa risvegliare Orlando ma con le sembianze di una donna.
Nuova protagonista, fiera e spavalda, Orlando tornerà in patria e lotterà per recuperare le terre che le sono state confiscate. Sarà lei, la donna, artefice del secolo XIX, a scegliere di non umiliarsi con un matrimonio di interesse per intraprendere una strada di orgoglio, dignità e merito personale. Riuscirà a completare il suo romanzo, a pubblicarlo, a farlo conoscere in tutto il mondo.
Con grande senso del comico, con ironia intelligente e invenzioni originalissime Virginia Woolf mette in scena il desiderio che alberga in ciascuno di noi, uomini e donne, di far coincidere aspirazioni e sentimenti, innocenza e maturità senza mai perdere il piacere per la vita.
Questo spettacolo fa parte della stagione teatrale 2011/2012 turno Verde. Per il programma completo, visita la pagina cinema e teatro. Info e prenotazioni: Teatro Signorelli 0575-601882 o info@teatrosignorelli.com.
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di Eduardo de Filippo
con Carlo Giuffrè
regia: Carlo Giuffrè
“Questi Fantasmi” è una delle commedie di Eduardo De Filippo che piu’ ha saputo raccogliere un eccezionale successo di pubblico: la ragione di tale successo va ricercata, probabilmente, nella sua caratteristica principale una commedia comica ma al tempo stesso amara. In un appartamento di un palazzo secentesco vengono ad abitare Pasquale Lojacono e la giovane moglie Maria. All’insaputa di Maria, Pasquale ha un accordo con il proprietario, per cui, in cambio dell’alloggio, dovrà sfatare le dicerie sull'esistenza di fantasmi nella casa. Suggestionato dai racconti del portiere, Pasquale si imbatte in Alfredo, amante della moglie, e lo scambia per un fantasma. Con il suo dirimpettaio, il professor Santanna, silenzioso e invisibile testimone di ciò che accade in casa, intrattiene intanto lunghi monologhi. I regali di Alfredo consentono alla coppia un certo benesssere e Pasquale, sentendosi beneficiato dal fantasma, non si pone troppe domande. Non sopportando più l’equivoca connivenza dimostrata dal marito, Maria decide di fuggire con Alfredo, ma i suoi familiari si recano da Pasquale per denunciare l'adulterio e vengono a loro volta scambiati per fantasmi. Alfredo torna con la moglie e Pasquale, senza donazioni, è in difficoltà: quando reincontra Alfredo, desideroso di riabbracciare Maria, lo riconosce come "fantasma" e gli rivela il suo amore per la moglie e la pena di non poterle assicurare una vita dignitosa. Alfredo, commosso da quelle parole, sta al gioco e regala a Pasquale il denaro desiderato.
Questo spettacolo fa parte della stagione teatrale 2011/2012 turno Giallo. Per il programma completo, visita la pagina cinema e teatro. Info e prenotazioni: Teatro Signorelli 0575-601882 o info@teatrosignorelli.com.
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di Francis Veber
con Maurizio Micheli e Tullio Solenghi
regia: Tullio Solenghi
Contabile diligente e uomo mite senza qualità, François Pignon lavora per un’azienda di produzioni derivanti dal caucciù, preservativi in primis.
Sfortunatamente, è stato deciso il suo licenziamento, la qual cosa, unitamente al divorzio dalla bella moglie di cui è ancora innamorato e al fatto che il figlio diciassettenne non lo considera minimamente, lo porta a contemplare il suicidio.
Il suo vicino lo ferma in tempo, dando via a una serie di eventi che cambieranno totalmente la sua vita e persino il suo carattere: il primo passo è quello di fingersi gay, in modo da spingere la dirigenza a non procedere al licenziamento per paura di mobilitare la associazioni omosessuali.
L'idea per quanto assurda ha successo su tutti i fronti e ribalta completamente le sorti del povero Pignon, in ufficio, nella società e anche nella vita privata, trasformandolo da oscuro contabile a icona del movimento omosessuale, con tutte le esilaranti conseguenze del caso.
Questo spettacolo fa parte della stagione teatrale 2011/2012 turno Verde. Per il programma completo, visita la pagina cinema e teatro. Info e prenotazioni: Teatro Signorelli 0575-601882 o info@teatrosignorelli.com.
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Il gruppo teatrale "La Torre" presenta:
Arsenico e vecchi merletti è un intramontabile capolavoro del teatro
americano ed è stato definito un “copione ad orologeria” grazie alla
perfetta scansione dei tempi.
È una bomba di comicità teatrale, tutto vi è studiato nel minimo
dettaglio e minuziosamente previsto in funzione della risata,
offrendo al regista e agli attori una impareggiabile occasione per
realizzare uno spettacolo tanto surreale da apparire verosimile.
Due simpatiche vecchiette, le sorelle Brewster, svolgono nella loro
abitazione di Brooklyn una costante e personalissima missione di
carità accogliendo nella loro linda casa persone sole senza famiglia,
senza nessuno e offrendo loro un tè o un pasto caldo.
A questa opera di misericordia le nostre amiche hanno associato una
pratica eutanasia, ma la commedia invece di assumere toni noir si
sviluppa in una macabra girandola di risate e di effetti comici.
Si parla ridendo di morti a non finire come nella vita di tutti i giorni.
Finzione o realtà, purtroppo i morti sono sempre troppi.