Chiesa monumentale di San Niccolò

Storia e arte

…appena entrati nel silenzioso, romantico cortile o sagrato posto dinanzi alla chiesa e circondato da cipressi, si sentirà il bisogno di sedersi… Saremo presi dagli stessi sentimenti che Giacomo Leopardi espresse nel suo “Infinito”: lo stormire del vento fra le fronde, l’altissima quiete…

(A. Tafi)

Nel rione del Poggio, in un ambiente caratteristico e di grande suggestione, sorge la chiesa di San Niccolò, piccolo monumento architettonico appartenente alla omonima Compagnia Laicale, istituita alla metà del Quattrocento su ispirazione di San Bernardino da Siena e tuttora attiva ed operante nel campo della solidarietà e della conservazione del monumento affidatole.

La chiesa, preceduta da un sagrato bordato da cipressi, ha avuto una complessa storia edilizia: costruita in forme romaniche intorno al XV secolo fu ampiamente rimaneggiata fra Seicento e Settecento con l’aggiunta del soffitto a cassettoni lignei dipinti e del palco dell’orchestra; probabilmente in quella occasione furono aggiunti gli altari laterali e ristrutturato il maggiore, mentre alle pareti furono appoggiati i banconi lignei destinati ai confratelli della Compagnia, e ridipinte le pareti nascondendo gli affreschi che le decoravano. Dopo una serie di vicissitudini legate alle leggi di soppressione degli enti ecclesiastici prima napoleoniche e poi unitarie, nel corso del Novecento fu aggiunta la cappella laterale per la collocazione del simulacro di Gesù al Calvario – che assieme ad altre statue di culto delle chiese cittadine, percorre le vie cortonesi durante la processione del Venerdì Santo – e ripristinata la loggia anteriore ed il corridoio laterale coperto. Il definitivo restauro della chiesa e la ripresa dell’attività della Compagnia avvennero all’inizio degli anni Cinquanta del Novecento, mentre importanti opere di consolidamento e di definitiva sistemazione furono completate nel 2005.

All’interno della chiesa vi sono notevoli opere d’arte: sull’altare maggiore domina una tavola opistografa di Luca Signorelli, raffigurante sulla faccia anteriore la deposizione di Cristo nel sepolcro, in mezzo ad una schiera di santi e sorretto da un angelo e su quella posteriore la Madonna con Bambino fra i Santi Pietro e Paolo; sulla parete sinistra resta, pur con ampie lacune, un affresco di scuola signorelliana raffigurante un’edicola con la Madonna fra due gruppi di Santi. Sugli altari laterali e nella cappella sono pregevoli tele sei e settecentesche; in una nicchia a lato della porta è conservato un album su una delle cui pagine il pittore futurista cortonese Gino Severini – anch’esso confratello della Compagnia Laicale – tracciò ad acquerello un’immagine di San Niccolò e lasciò una toccante testimonianza del suo attaccamento alla chiesa.