MAEC: Museo dell'Accademia Etrusca e della Città di Cortona

Piazza Signorelli, 9 Cortona

Apertura:
aprile-ottobre: tutti i giorni dalle 10 alle 19;
novembre-marzo: martedì-domenica dalle 10 alle 17
Chiuso il 25 dicembre.

Foglia di vite in bronzo Dal 2005 Palazzo Casali ospita in un’unica struttura museale il Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona che accorpa lo storico e ben noto Museo dell’Accademia Etrusca – istituito nel 1727 ed oggi straordinario monumento della storia della cultura intellettuale settecentesca – con il Museo della Città etrusca e romana di Cortona, la nuova sezione topografica dedicata alle vicende storico-archeologiche di Cortona, le cui ultime sale sono state aperte nel settembre 2008.

In tal modo si è venuto a creare un corpo unico in cui, cosa assai rara perfino su scala nazionale, la storia del territorio di Cortona, della sua evoluzione dalla fase preistorica e protostorica fino a quella etrusca e romana, si fonde e si fonda sulla storia del collezionismo settecentesco grazie al quale la gran parte dei materiali provenienti dalle primissime indagini sul territorio cortonese si è conservata. La scelta espositiva rende volutamente evidenti queste due “anime” del MAEC.

Pubblicazioni del MAEC

Restaurando la storia L’alba dei principi etruschi

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MAEC Guida alle collezioni

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Francesco Laparelli architetto cortonese a Malta

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Statuetta votiva in bronzo Il percorso si apre (sala 1) con una prima sezione dedicata all’ambiente e al territorio della Valdichiana nel Quaternario con l’esposizione di fossili provenienti specialmente da Farneta, per proseguire al secondo piano seminterrato con la sala 2 dedicata alle presenze umane in territorio cortonese anteriori alla formazione della città e a Cortona in età preistorica e protostorica.

Collana con semisfere in filo d’oro e perle La sala 3 è dedicata a Cortona antica e alla topografia del territorio in età etrusca e romana. La fase arcaica della città (VII-VI sec. a.C.), la “Cortona dei Principes”, è ben rappresentata dai reperti delle grandi tombe monumentali presenti a fondovalle: i Tumuli I e II del Sodo (sale 4-5), con i bronzi, la ceramica attica e le splendide oreficerie portate alla luce negli scavi del 1991-92, e il Tumulo François di Camucia (sala 6), con i materiali del suo corredo e quelli provenienti dalla collezione Sergardi (avori e raffinatissima ceramica attica).

Piazza della Repubblica Cortona I materiali di queste sepolture evidenziano la ricchezza, il potere e la raffinatezza culturale delle famiglie principesche cui appartenevano. Accanto agli oggetti provenienti dai tumuli il museo può oggi presentare in esposizione nella sala 5 i rinvenimenti pertinenti ad una necropoli di età orientalizzante; si tratta di materiali per lo più ceramici, ottimamente conservati (da notare il cinerario etrusco-corinzio del Circolo I), provenienti da circoli tombali rinvenuti a seguito di scoperte archeologiche del tutto eccezionali sempre nell’area del Tumulo II del Sodo, ancora in fase di indagine archeologica.

La Tabula Cortonensis Una sezione specifica (sala 7) segnala, sempre per la fase arcaica, l’influenza di Curtun etrusca su un territorio piuttosto vasto, che dalla Valdichiana arriva alla montagna tiberina, con le oreficerie e i materiali da Bettolle e Foiano e gli straordinari contesti di Trestina e Fabbrecce, dai quali si evince la straordinaria vitalità delle classi aristocratiche etrusche anche sul versante tiberino del territorio montano pertinente a Cortona. Il periodo ellenistico, caratterizzato a Cortona da una nuova struttura urbanistica e sociale, è ben rappresentato sia dalle imponenti mura urbane (di cui qui vengono evidenziati gli stadi evolutivi nel corso dei secoli, specialmente per quanto riguarda la zona della Porta Bifora) che dai santuari urbani e suburbani nel territorio, con i materiali del santuario di Camucia emersi dagli scavi degli ultimi anni nell’area compresa tra i Vivai e Via Capitini, quelli dalla pieve di S. Pietro ad Mensulas (sala 8) e dalla ormai famosa Tabula Cortonensis. Essa (sala 9), rinvenuta nel 1992 e datata al II sec. a.C., è un documento etrusco di tipo contrattuale scritto su bronzo, assai raro per la lunghezza dell’iscrizione e per il testo.

Elmo a calotta in bronzo laminato Infine Cortona romana e tardo-antica, con il diverso assetto politico della città e del territorio, è rappresentata dalle emergenze straordinarie della villa romana di Ossaia, una grande villa rustica operativa tra la prima età imperiale e il V secolo d.C., di cui si ammirano esposti gli splendidi mosaici (sale 10-14). Interessante come nota di costume la ricostruzione di un glirarium, cioè del grande orcio in terracotta in cui venivano allevati i ghiri a fini alimentari. Finisce qui la sezione topografica del Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona, dotata tra l’altro di moderni ausili multimediali il cui scopo principale è sempre quello di contestualizzare i materiali rispetto al luogo di origine o di rinvenimento.