Museo Diocesano

Apertura:
aprile-ottobre: tutti i giorni dalle 10 alle 19;
novembre-marzo: martedì-domenica dalle 10 alle 17.
Chiuso il 25 dicembre.

Annunciazione Le nove sale che dal 1948 accolgono il Museo Diocesano del Capitolo di Cortona si sviluppano sulla originaria struttura del complesso della Chiesa e dell’Oratorio del Gesù, cui l’ultimo Vescovo di Cortona, Monsignor Franciolini, aggiunse un’ulteriore ala recuperandola tra vicoli e costruzioni precedenti.

La Chiesa del Gesù venne costruita ad opera della Compagnia Laicale del Buon Gesù tra il 1498 e il 1505 e prevedeva un complesso formato da un oratorio inferiore e una chiesa superiore; l’aula unica che costituiva la chiesa superiore aveva tre altari, che vennero ornati con tre capolavori di Luca Signorelli oggi esposti nelle sale museali dedicate al grande pittore cortonese: l’Adorazione dei pastori e l’Immacolata Concezione sugli altari laterali e la Comunione degli Apostoli sull’altar maggiore. Nel corso del Seicento venne creato lo scalone di unione tra la chiesa superiore e l’oratorio, ad opera di Filippo Berrettini, nipote del Cortona, e si affrescò l’Oratorio a cura del Doceno, allievo del Vasari (che ne eseguì i disegni preparatori).

Oggi il museo racchiude alcuni dei più preziosi capolavori d’arte sacra conservati a Cortona, arrivati qui nell’immediato dopoguerra dalle chiese più notevoli della città e del suo territorio. Il percorso museale si apre con il sarcofago romano (sala 1), splendido esempio di scultura ellenistica, trovato nei terreni al di sotto delle mura urbane proprio sotto la Cattedrale. Nella sala 2, ex sacrestia della Chiesa del Gesù, si conservano straordinari e unici frammenti pertinenti la chiesa trecentesca di S. Margherita: alcuni affreschi attribuiti ai Lorenzetti, che affrescarono l’intera chiesa, e la più antica tavola raffigurante Santa Margherita con alcune scene della sua vita, datata agli inizi del Trecento e ascrivibile all’ambiente di Margarito d’Arezzo.

Diocesano La sala 3, che originariamente costituiva la Chiesa superiore del Gesù, ospita oggi i maggiori capolavori del Tre-Quattrocento: la celeberrima Annunciazione del Beato Angelico insieme al trittico dello stesso artista, il Trittico del Sassetta, la Croce del Lorenzetti, la Madonna della cintola di Bartolomeo della Gatta. Di pregio straordinario è il soffitto a cassettoni eseguito agli inizi del Cinquecento dal Mezzanotte. Sotto la pala dell’Annunciazione è il fonte battesimale in marmo, opera del cortonese Ciuccio di Nuccio, originariamente in Cattedrale e qui trasferito quando la chiesa, dopo le soppressioni leopoldine ed altre vicissitudini, divenne il Battistero della comunità cortonese.

La sala 4, dedicata a Luca Signorelli raccoglie alcuni dei suoi capolavori realizzati per le principali chiese cortonesi, suoi o eseguiti dalla bottega, tra cui l’Assunzione della Vergine. Ma certamente le due opere autografe più note ed interessanti qui esposte sono il Compianto sul Cristo morto e la già citata Comunione degli Apostoli.

Nell’ultima sala (sala 5) di visita del piano terra del Museo sono conservate opere splendide del Seicento e Settecento del Crespi, Capella e Zuccari.

L’attuale discesa alla parte inferiore del complesso della chiesa del Gesù avviene attraverso uno splendido scalone monumentale che Filippo Berrettini, nipote del celebre Pietro da Cortona, realizzò a più di un secolo dalla fondazione della chiesa, nel 1645. Per questo fu necessario allargare di circa tre metri l’edificato, come ben si vedrà nell’oratorio. Ai lati della scalinata sono esposti i cartoni preparatori per le stazioni della Via Crucis che Monsignor Franciolini, vescovo di Cortona, commissionò a Gino Severini per la strada di S. Margherita.

Al termine dello scalone, un altro capolavoro del Lorenzetti, una croce sagomata appartenente ai corredi della chiesa inferiore del Gesù, dove fu rinvenuta nel 1945.

Diocesano Il sottochiesa del Gesù era in origine l’Oratorio inferiore della Compagnia Laicale del Buon Gesù, riservato alle riunioni e alle cerimonie dei confratelli. Inizialmente più piccolo, venne portato alle misure attuali nel 1645, ampliato nella parte opposta all’altare. L’aspetto della sala è determinato dallo splendido ciclo di affreschi del Doceno con i Sacrifici dell’Antico Testamento, Trasfigurazione, Discesa al Limbo, Conversione di Saulo, Virtù (1554-55), ma vi sono conservate anche altre opere d’arte. Nella nicchia dell’altare si trova un gruppo in terracotta policroma raffigurante il Compianto sul Cristo morto, databile alla prima metà del Cinquecento, con le figure della Madonna, delle Marie e di S. Giovanni. Anche il coro ligneo è opera risalente agli inizi del Cinquecento: nel 1517, infatti, Vincenzo di Pietro Paolo da Cortona lo eseguì con semplici intagli prospettici nell’architrave e nelle cornici dello schienale.

Attraverso una scala moderna si accede all’ultima ala del museo: è qui accolto un nucleo piccolo ma sceltissimo di arredi sacri provenienti dalle chiese del territorio cortonese e fortunatamente sfuggiti ai saccheggi e ai furti. Ricordiamo, tra gli altri, il calice firmato da Michele di Tomè, della seconda metà del XIV sec., proveniente dalla Chiesa di S. Margherita, e il reliquiario Vagnucci, firmato da Giusto da Firenze, del 1457-58, proveniente dal Duomo di Cortona. Ulteriori dettagli sono nel Catalogo del Museo, in vendita in biglietteria.

Degno di nota il Parato Passerini, uno splendido insieme di paramenti sacri proveniente dalle collezioni della famiglia Passerini e donato alla Cattedrale nel 1526. Il Parato, realizzato tra gli inizi del XVI sec. e il 1515, venne commissionato dal Cardinale Silvio Passerini per essere indossato dal Papa Leone X de’ Medici nella sua visita a Cortona. Si compone di una casula, una dalmatica, una tonacella, un piviale, due stole, tre manipoli, un paliotto, un coprileggio e una borsa da calice. È realizzato in velluto dal fondo laminato in oro trafilato e opera lanciata e broccata in seta rosso cremisi e azzurra, oro e argento bouclé a più altezze, di manifattura fiorentina. I ricami del paliotto e del cappuccio del piviale sono stati eseguiti su disegni di Andrea del Sarto, e quelli della casula e dello stolone del piviale su disegni di Raffaellino del Garbo.