Fino dal
momento della nascita dell’Accademia Etrusca, l’attività
si svolse attraverso i due nuclei costitutivi dell’istituzione,
il Museo e la Biblioteca; quest’ultima, come d’altra
parte il museo, si arricchiva continuamente per i lasciti,
i doni e gli acquisti dei soci; dal 1778, con la fusione fra
biblioteca accademica e comunale e con l’incameramento
dei beni provenienti dalle soppressioni napoleoniche ed italiane
delle congregazioni religiose, la consistenza aumentò
considerevolmente.
Il nucleo “storico” della
Biblioteca è tuttora conservato negli scaffali e nella
sede originaria, quella sede che fu concessa dal Granduca
di Toscana Giangastone de’ Medici agli Accademici nel
1727, e che è attualmente visitabile, essendo inserita
nel percorso museale. Nel suo complesso, la biblioteca conta
circa diecimila volumi: vi sono rappresentate le discipline
sacre e teologiche, la patristica greca e latina, la filosofia,
la storia, la scienza; in modo particolare fu curato il settore
archeologico, così come quello della cultura illuministica
francese del Settecento (ad esempio, l’”Encyclopédie”
); degni di nota sono una serie di volumi miscellanei contenenti
più di ottomila tesi di laurea dei secoli XVII e XVIII
delle Università tedesche, su svariati argomenti scientifici
ed umanistici. Sopra il cielo degli scaffali della sala maggiore
sono collocati i ritratti di alcuni Lucumoni dell’Accademia,
chiamati nel Settecento a presiedere il sodalizio e scelti
fra le personalità più in vista del mondo culturale
e politico europeo: l’insieme delle tele costituisce
pertanto una significativa galleria storica.
La seconda sala, nella cui parete di fondo troneggia un prezioso
caminetto in marmo donato da Marcello Venuti, uno dei fondatori
dell’Accademia, sormontato dallo stemma accademico in
stucco dipinto, era in origine la sede accademica, nella quale
si è svolta la maggior parte delle riunioni scientifiche
e culturali che hanno reso celebre l’istituzione in
quasi tre secoli di vita.
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