Nella sala
sono raccolti, in modo piuttosto eterogeneo, vari materiali
di interesse archeologico, provenienti da varie località,
anche se prevale l'origine locale. Molti pezzi sono stati
donati da personaggi di rilievo della vita accademica del
Settecento, e molti appartenevano alla collezione di Onofrio
Baldelli: è il caso, ad esempio, della serie di iscrizioni
funerarie romane, collocate sulla parete a destra dell'ingresso,
e provenienti da alcuni colombari scoperti intorno a Roma
nel corso del secolo XVIII lungo le arterie che si staccavano
dalla città. Le vetrine centrali contengono serie di
"instrumenta" in bronzo di epoca etrusca e romana
(interessante un candelabro, una brocchetta in bronzo e la
serie di fibule); dai dintorni di Cortona proviene un piccolo
nucleo di asce e puntali di lancia che appartenevano ad un
"ripostiglio" di bronzi deposti a scopo di tesaurizzazione.
Fra i materiali conservati nelle vetrine
lungo le pareti, destano un certo interesse alcune tabelle
bronzee di epoca imperiale romana, con decreti di cooptazione
a patroni di città di vari personaggi, e vari frammenti
di lastre Campana (nella foto in alto, esemplare raffigurante
satiro inginocchiato) , oggetti in terracotta decorata a stampo
con funzione di rivestimento architettonico, diffusi fra repubblica
e impero. Una serie di statuette in terracotta raffiguranti
fanciulli in fasce provengono da una stipe votiva scoperta
nel 1928 nei pressi di Cortona, appartenente ad un luogo di
culto legato alla fertilità. Fra gli oggetti di uso
comune e quotidiano, è una serie di ceramiche, alcuni
balsamari in vetro e un gruppo di lucerne (foto sopra) in
terracotta di varie epoche: la raccolta di questi ultimi reperti
è stata, fino dalle origini della scienza archeologica,
una delle attività più diffuse, che spesso ha
dato origine ad una fiorente attività di falsificazione.
Sala
Baldelli (collezione Accademia Etrusca)
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La sala è dedicata
ad Onofrio Baldelli, colui che ispirò con il suo lascito
la formazione del Museo accademico. Alle pareti sono esposte
varie urne cinerarie, sia in pietra che in terracotta, di
provenienza varia: di particolare interesse il gruppo di cinque
urne volterrane in alabastro (nella foto) , donate da mons.
Mario Guarnacci, Lucumone nel 1770 e 1771, e le molte urne
con iscrizioni in caratteri etruschi, riferite ai personaggi
le cui ceneri erano lì conservate; le urne in terracotta,
prodotte soprattutto in ambiente culturale chiusino ed in
età ellenistica, hanno decorazioni uniformi, ricavate
da stampi.
Nelle vetrine centrali è la raccolta
di ceramiche, disposte in ordine tipologico e cronologico;
dato il modo di formazione della collezione accademica, sono
rappresentate molte delle classi di produzione antiche, a
partire dal bucchero etrusco (presente in molte forme significative),
alla ceramica etrusca dipinta, alla ceramica attica. Si possono
inoltre vedere alcuni esemplari realizzati in ambiente magnogreco,
come i vasi apuli (nella foto, cratere a colonnette della
prima metà del IV sec. a.C.) , quelli campani, e vari
pezzi della fabbrica di Gnathia, caratterizzati dalla sovradipintura
in bianco e colori vivaci su fondo nero; fra le produzioni
più recenti è la serie di ceramiche a vernice
nera, di età ellenistica, prodotte in ambito etrusco-romano
come oggetti fini da mensa.
Sala
Gino Severini (collezione Accademia Etrusca)
Il pittore Gino Severini
(1883-1966), uno dei fondatori e massimi rappresentanti del
movimento futurista, era originario di Cortona; dopo una serie
di vicissitudini lasciò ancora giovane la sua città
per raggiungere la Parigi della fine del secolo XIX, piena
di attrazioni e stimoli culturali; non dimenticò mai
tuttavia la propria città natale, nella quale tornava
periodicamente e dove aveva molte amicizie; così desiderò
legare il proprio nome a Cortona, donando una serie di opere
dei vari periodi storici della sua attività artistica,
ed affidandole al Museo dell’Accademia, della quale
egli stesso fu socio. La donazione, ufficializzata dalla vedova
e dalle figlie dopo la sua morte, fu ulteriormente arricchita
da altre opere donate dalla famiglia e da Alfonso Leonetti,
un famoso intellettuale, anch’egli affettivamente legato
a Cortona. Di grande interesse, per comprendere il percorso
pittorico dell’artista, è una serie di sue pubblicazioni
e di documenti (lettere, cataloghi di mostre, fotografie),
raccolte assieme alle pitture. Un suo ritratto in bronzo è
opera dello scultore Nino Franchina, suo genero.
Fra le opere giovanili, è di
grande suggestione La Bohémienne del 1905, che risente
della gioiosa atmosfera parigina dell’inizio del secolo;
il classicismo severiniano è testimoniato dalla notissima
Maternità del 1916 (foto in alto). Più recenti
(1964) sono le due composizioni polimateriche della serie
L’Age industriel, che richiamano lontane sperimentazioni
dell’epoca precedente la Grande Guerra (foto a lato).
La raccolta è completata da una serie di disegni, gouaches,
litografie e composizioni musive.
MAEC:
Museo dell'Accademia Etrusca e della città di
Cortona
Cortona. Piazza Signorelli
Info +39 0575 637235 |