Nel 1933, dopo la morte
della contessa Giulia Tommasi Baldelli e l’estinzione
della casata, il patrimonio artistico già conservato
nel palazzo di via Dardano a Cortona fu assegnato dalla Soprintendenza
alla Gallerie di Firenze al Museo dell’Accademia Etrusca:
la grande raccolta, ricca di oltre duemila pezzi, poté
pertanto restare nella città in cui per molti secoli
la famiglia aveva vissuto.
Nell’attuale sistemazione
del museo, si è cercato di collocare i pezzi più
rappresentativi in modo da restituire l’aspetto di una
residenza nobiliare. Nella prima saletta, un’anticamera,
assieme a ritratti di vari personaggi della casa Tommasi,
si trova un’elegante commode settecentesca con parti
intarsiate e piano in marmo e medaglione in pietre dure di
manifattura fiorentina; nella sala successiva è ricostruita
la camera da letto di Giovanni Battista Tommasi, Gran Maestro
dell’Ordine Gerosolimitano e Principe di Malta, con
il grande letto a baldacchino, il suo ritratto (nella foto
in alto), ed altri cimeli legati alla presenza dell’Ordine
a Cortona. Nel corridoio sono presentate una serie di incisioni,
oggetti in avorio e miniature: interessanti una scacchiera
cinese del XIX secolo, una serie di ventagli, e alcune miniature:
su tutto domina il ritratto di Giulia Tommasi Baldelli, ultima
discendente della famiglia. L’ultima della serie di
stanze dedicate alla collezione Tommasi contiene armi da cerimonia,
da duello e da parata, livree già appartenute alla
casata e un forziere in ferro battuto con meccanismo di chiusura
di estrema complessità e qualità esecutiva.
Sala
Medicea (collezione Accademia Etrusca)
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La grande sala, così
denominata per la presenza di un grande stemma del granduca
Ferdinando II di Toscana al centro del soffitto ligneo, è
attualmente adibita a rappresentanza dell’Accademia
in particolari occasioni; analogamente, nel corso del Settecento,
durante i primi decenni di attività dell’istituzione,
era data in uso dai Commissari fiorentini in occasione delle
“Feste” accademiche, celebrate ogni anno e destinate
a diffondere la fama e la funzione dell’Accademia sia
nell’ambito cittadino che al di fuori di Cortona.
Alle pareti del salone, sopra i pancali
in legno di noce del Seicento, è una serie di ritratti
di alcuni fra i più celebri Lucumoni, ossia Presidenti,
dell’Accademia del XVIII secolo: era tradizione infatti,
nel primo secolo di vita dell’istituzione, che i personaggi
chiamati a dirigerla - di solito per la durata di un anno
- offrissero un proprio ritratto, assieme ad altri doni che
ne perpetuassero il ricordo. Nelle foto il ritratoi di Filippo
Venuti (eseguito da T. Gentili nel 1753).
Al centro della sala sono due grandi
globi, raffiguranti la sfera celeste e la superficie terrestre,
già appartenuti all’originaria raccolta di Onofrio
Baldelli, il cui lascito rappresentò l’atto di
nascita dell’Accademia Etrusca; i globi furono realizzati
all’inizio del Settecento da padre Silvestro Moroncelli,
il cosmografo a cui si deve anche l’esecuzione del piccolo
globo nel salone del Biscione.
Sala
Ginori e medagliere (collezione Accademia Etrusca)
Come la sala del Biscione,
anche questo ambiente contiene alcuni fra i documenti più
preziosi della storia dell’Accademia Etrusca; al centro
è infatti un grande trofeo in porcellana, il cosiddetto
tempietto Ginori (nella foto), prodotto nella manifattura
di Doccia fondata dal marchese Carlo Ginori, che fu Lucumone
accademico nel 1756: in tale occasione donò la splendida
realizzazione, di raffinato gusto rococò, ornata da
figure allegoriche ai lati, da un Mercurio alato in alto,
e al centro da un gruppo raffigurante la Bellezza rapita dal
Tempo; tutt’intorno è una serie di medaglioni
con le effigi dei personaggi della casata Medici. Le stesse
effigi sono in una serie di medaglie di Antonio Selvi e Bartolomeo
Vaggelli, che costituiscono una singolare raccolta “medicea”;
assieme a queste sono altre medaglie di grande pregio artistico,
fra le quali, di eccezionale valore, quelle di Antonio Pisanello
(Leonello d’Este e Sigismondo Pandolfo Malatesta) e
di Matteo de’ Pasti (Sigismondo Pandolfo Malatesta e
Isotta degli Atti).
Nelle bacheche lungo le pareti è
conservata la collezione di gemme e oreficerie di epoche e
scuole diverse, a partire dalla civiltà etrusca; tale
raccolta, una delle prime ad essere state messe insieme nel
corso dell’attività accademica, consentiva ai
soci dei primi decenni di sviluppare studi sulle iconografie
e sulle tecniche artistiche, secondo una tradizione culturale
diffusa, oltre che a Cortona, in tutti i centri nei quali
si andava sviluppando la dottrina illuminista.
La saletta a fianco contiene la
raccolta di monete, in prevalenza di interesse archeologico,
dall’epoca etrusca fino al tardo Impero romano: in particolare
sono degni di nota gli esemplari di aes grave e della “serie
della ruota” del IV-III sec.a.C., ed una serie di pezzi
della zecca di Alessandria, che già facevano parte
della collezione egizia Corbelli. Interessanti sono alcuni
sigilli, fra cui alcuni medievali relativi al Comune di Cortona.
Un piccolo vano sulla parete ospita una serie di porcellane,
fra cui un piatto del celebre ceramista Mastro Giorgio da
Gubbio.
MAEC:
Museo dell'Accademia Etrusca e della città di
Cortona
Cortona. Piazza Signorelli
Info +39 0575 637235 |