Museo di Farneta - Sala 2
ATTENZIONE:
IL MUSEO DI FARNETA, COSI' COME DESCRITTO IN QUESTE
PAGINE E' ATTUALMENTE CHIUSO e NON E' VISITABILE.
IL NUOVO MUSEO E' IN FASE DI ALLESTIMENTO PRESSO
L'EDIFICIO DELLA EX SCUOLA ELEMENTARE DI FARNETA
E VERRA' DENOMINATO "ANTIQUARIUM"
Il nuovo Antiquarium
si profila non solo come un centro di documentazione
cristallizzato nel ricordo dell’operato di Don
Sante, ma come una testa di ponte del sistema del parco
archeologico sul versante della Valdichiana senese
e il centro da cui si dipartiranno le vie dei fossili,
futuri percorsi
trekking che ripercorrono i grandi rinvenimenti paleontologici
della Valdichiana.
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Nella seconda stanza, in fondo
alla vecchia cucina colonica dove, fra tante cose disparate, ho
collocato la pìetra in arenaria iscritta di un'opera fatta fare,
l'anno dei Signore 1320, dall'Abate Ranieri di Recanati, ammiriamo
una bella architettura, con i 4 archi cinquecenteschi, tornati alla
luce nel recente restauro conservativo: vi ho esposto motti reperti
paleontologici, che ho raccolto, con infinite ricerche, fino dal
1963, nelle nostre colline di Farneta, specie nelle cave di sabbia
o rena gialla, dietro le ruspe, le pale meccaniche, gli escavatori,
naturalmente coi benestare dei proprietari dei terreni, specie dei
Sig. Simone Liberatori, ai quali tutti sono vivamente grato.
I
reperti sono costituiti dai vertebrati fossili dei Pleìstocene,
di circa un milione e mezzo di anni fa: predominano gli elefanti
come l'Elephas Meridionalis e IElephas Antiquus, grossi circa tre
volte quelli di oggi, pesanti anche 180 quintali, contro i circa
50 degli attuali; la maggiore notorietà l'ha avuta la mia Linda,
giovane elefantessa, alta metri 4,20, ora nel Museo di Paleontologia
di Firenze, via La Pira, 4: Don Felici und Linda, è il titolo di
un articolo - oltre i tanti altri d'ogni parte - dei "Basler Zeitung"
(Giornale di Basilea); e lì le tiene compagnia il paio di zanne
di Paride, lunghe metri 3,50, elefante scoperto il mattino del Lunedì
di Pasqua 1964, quando portavo la Santa Comunione ad una anziana
parrocchìana in località "Mitiàno" (Farneta), dove, adesso, abita
la Comunità "I Ricostruttori nella Preghiera"; seguono: l'ippopotamo,
la iena, l'Ursus Speleus, il rinoceronte, il Leptobos Etruscus,
il cervo, l'Equus Caballus (cavallo) il cui antenato, l'Hyracotherium
o Eoippo, delIEocene inferiore, era alto solo 35 cm, con la corporatura
di un cagnolino fox-terrier.
Infine,
ho raccolto, correndo per decenni, qua e là, nel Senese e fino al
Chianti (specie a Certaldo), un'infinità di conchiglie fossili (ne
ho regalate a quintali ai visitatori: adesso ho posto un cartello,
nel Museo, accanto alla vanga e agli stivaloni di gomma del 1937:
"Vanga e stivaioni ... nostalgia degli scavi"); ed una cospicua
raccolta di esse, del Pliocene, ho nel mio Antiquarium, con accanto
il testo della mai dimenticata poesia dell'Abate Giacomo Zanella,
di Vicenza (dove, nella prima Villa Palladiana Godi Malinverni,
si conserva la sua collezione di fossili) Sopra una conchiglia fossile:
"Sul chiuso quaderno / di vati famosi, / dal musco materno / lontana
riposi, / riposi marmorea, / de l'onde già figlia, / ritorta conchiglia.
/ Occulta nel fondo / d'un antro .marino, / dei giovane mondo /
vedesti il mattino; / vagavi co' nautil i, / co, murici a schiera;
/ e l'uomo non era".
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