Il Museo Diocesano di Cortona
Il Museo
Diocesano di Cortona ha sede di fronte alla cattedrale
nel complesso architettonico del Gesù, ampliato per
iniziativa di Monsignor Giuseppe Franciolini nel 1945 con
la ristrutturazione
di un fabbricato
annesso nel qual
e, oltre l'alloggio del custode e la direzione
del museo è stato ricavato su due piani un contesto
di sale per esposizione. Il Museo si articola su nove sale
espositive e raccoglie opere d'arte che vanno dal secondo
secolo dopo Cristo all'arte moderna di questo secolo provenienti
per lo più dalle chiese cittadine e qui collocate
per motivi di conservazione o sicurezza. È ovvio
che, come capita in tutti i musei, il visitatore dovrà fare
uno sforzo per ricollocare le opere nel contesto originario
delle
chiese che ha visitato al fine di poter maggiormente godere
della loro bellezza.
Le sale e le opere sono riepilogate nella tabella posta all'ingresso
del Museo, dove è in vendita una guida dettagliata.
Qui viene descritto sinteticamente il museo e le opere più importanti. |
Oltrepassata
la Sala I, dove è conservato un magnifico SARCOFAGO
del secondo secolo d. C. descritto più avanti a pag.87,
nella Sala 2 sono conservate opere della pittura aretina
e
senese del XIV secolo. In particolare sono da ammirare:
STORIE DI MARGHERITA DA CORTONA. La tavola, attribuita ad
un pittore aretino della scuola di Margheritone (sec. XIV)
e forse servita per il primo sepolcro della santa, è descritta
a pag. 90.
CRISTO CHE PORTA LA CROCE. È un frammento di affresco
staccato dalla parete demolita della vecchia chiesa di Santa
Margherita eseguito intorno al 1335. È attribuito
al Lorenzetti per l'espressione drammatica del volto segnato
dalla fatica fisica e mentale del Cristo che porta la croce.
MADONNA IN TRONO CON IL BAMBINO E QUATTRO ANGELI. Questa
tavola dipinta intorno al 1320 è firmata dal pittore con un
esametro latino che dice in italiano Pietro di Lorenzo senese
con abilità la dipinse. |
Nella Sala
3, che è le ex chiesa
del Gesù e dove è da ammirare il soffitto
a cassettoni istoriati eseguito da Michelangelo Leggi nel
1536, sono esposti capolavori della pittura italiana del
XV secolo, tra i quali:
MADONNA COL BAMBINO di scuola senese della prima metà del
sec. XIV, pregevolissimo dipinto su tavola, proveniente
dalla prima chiesa di S. Margherita.
CROCE DIPINTA (1320?) su tavola, ritenuta unanimemente opera
giovanile di Pietro Lorenzetti, artista definito cortonese
per le molte opere qui eseguite.
POLITTICO DEL SASSETTA. È l'ultima opera di scuola
senese esistente nel museo. Dipinto su tavola intorno al
1435 raffigura la Madonna con il Bambino e quattro santi
a rilievo in uno sfondo dorato. Notevoli i colori delle
vesti ed il ricco paludamento di San Nicola, il primo santo
a sinistra. Proviene dalla chiesa di San Domenico.
POLITTICO DELL'ANGELICO. Questa Madonna, con il Bambino
sulle ginocchia e seduta in un trono ricoperto da un drappo
prezioso su uno sfondo d'oro dalla cui profondità
emergono figure di Angeli, completata lateralmente da quattro
figure di Santi, ed in alto da una "Annunciazione"
ed una "Crocefissione", mentre in basso in una
predella è descritta la vita di San Domenico, apre
il ciclo del Beato Angelico (Fra Giovanni da Fiesole 1395?-1455)
che si estrinseca in una raffigurazione ieratica che suscita
emozioni per la linea ed i colori. Proviene dalla chiesa
di San Domenico.
ANNUNCIAZIONE DELL'ANGELICO. Il visitatore è ora
di fronte ad una delle più belle tavole della pittura
italiana, e potrà di per sé gustare lo squisito
atteggiamento delle due figure, quella della Madonna e quella
dell'Angelo nelle loro preziose vesti. Da ammirare l'architettura
del porticato ed i particolari del giardino fiorito sullo
sfondo del quale si allontanano dolenti Adamo ed Eva. Sulla
predella una descrizione della vita della Vergine che desta
ammirazione per la ricchezza dei particolari miniati e per
la luminosità del paesaggio. Proviene dalla chiesa
di San Domenico.
LA VERGINE DONA LA CINTOLA A SAN TOMMASO. Questa tela,
recuperata da un recente restauro, è un capolavoro
di Fra Bartolomeo detto poi della Gatta, frate camaldolese,
e fu dipinta intorno
al 1475 per la chiesa delle Contesse, da dove appunto proviene.
Sono da ammirare i volti degli apostoli, vecchi, nobili,
scarni o patetici immersi tutti in una profonda e sentita
meditazione ed abbagliati dalla luce che emana dalla Vergine
che prima di scomparire tra cori di angeli dona la sua
cintola
a San Tommaso.
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La Sala
4 contiene le opere del Signorelli e della sua scuola.
Luca Signorelli, nato a Cortona circa
il 1455 e qui morto nel 1523, è uno dei pittori più significativi
del Rinascimento italiano. I suoi nudi anticipano Michelangelo
mentre i suoi paesaggi riecheggiano le ritmiche
composizioni del Perugino.
COMPIANTO SUL CRISTO MORTO. Nella staticità delle
figure, viste in un momento di sospesa e bloccata drammaticità,
sono forti i legami con le sacre manifestazioni popolari.
Al nudo del Cristo è collegato il racconto del Vasari
che ne fa il ritratto del figlio morto di peste nel 1502.
Il quadro venne dipinto nel 1502 per l'altare maggiore
della
chiesa di Santa Margherita.
COMUNIONE DEGLI APOSTOLI. È un dipinto datato 1512
e va messo a confronto con il precedente per coglierne la
diversa maturazione del Signorelli come uomo e come artista.
In essa c'è uno sforzo per uscire dal modo tragico
e crudo di dipingere raffigurato dal Giudizio di Orvieto
e dal Compianto di Cortona per imitare i toni dolci e le
architetture ariose e ricamate di Raffaello e della nuova
scuola cinquecentesca che improntava allora tutta la pittura.
Stupenda è la figura di Giuda che nasconde l'ostia
nella nera borsa a tracolla e si volge verso l'esterno del
dipinto, esprimendo con lo sguardo la consapevolezza dolorosa
del suo tradimento. Venne dipinto per l'altare maggiore
della chiesa del Gesù.
Dopo questa opera l'intervento del maestro sulle opere
successivamente dipinte e qui collocate si fa sempre più raro. Il
pittore comincia a risentire considerevolmente del diminuire
della sua reputazione artistica ed inizia in lui una crisi
oltre che della sua arte anche dell'uomo. La crisi condiziona
tutta la sua ultima attività. Sopraffatto dal mutare
dei modi della pittura dopo i grandi rinnovamenti artistici
dell'inizio del cinquecento e della dominante figura di
Raffaello, lascia in gran parte l'esecuzione delle opere,
che continuano in gran numero ad essergli affidate, alla
mano degli aiuti della sua bottega in Cortona, in particolare
a quella del nipote Francesco, pur predominando nelle stesse
con la sua personalità.
Dalla Sala
5, attraverso lo Scalone dove sono esposti i cartoni
della via crucis del cortonese
Gino Severini (1883-1966), si accede alla Sala 6 che è
l'Oratorio della ex chiesa del Gesù con le pareti
affrescate da Cristofano Gherardi scolaro del Vasari. Gli
affreschi rappresentano dodici sacrifici biblici mentre
i riquadri della volta rappresentano, al centro la Trasfigurazione,
ai lati la discesa al limbo e la conversione di San Paolo.
Nella Sala 7 sono da ammirarsi:
CALICE CASALI, stupendo pezzo di oreficeria senese del
XIV secolo firmato da Michele di Tommè e proveniente
dalla vecchia chiesa di Santa Margherita.
RELIQUIARIO VAGNUCCI. Opera di Giusto da Firenze orefice
fiorentino del XV secolo, fu regalato al Capitolo della
Cattedrale dal cortonese Iacopo Vagnucci (1415-1487) segretario
del papa Niccolò V e vescovo di Perugia.
Nella
Sala 8 è custodito il PARATO PASSERINI. Questo stupendo
parato da cerimonia pontificale composto di tredici pezzi
di broccato in velluto cremisi, venne ordinato ad una manifattura
fiorentina tra il 1517 ed il 1526 dal cortonese cardinale
Silvio Passerini (1470-1529). L'opera puo' dare l'idea di
quale grado di perfezione tecnica ed artistica avessero
raggiunto le manifatture fiorentine che confezionavano all'epoca
tessuti per l'abbigliamento dei sovrani di tutte le corti
europee, dei loro dignitari e dei loro palazzi. Il disegno
del tessuto si ripete con tronchi d'albero che danno origine
a delle maglie all'interno delle quali è posto il
bue giacente dello stemma cardinalizio del Passerini e,
nei punti di tangenza, l'anello con il diamante dei Medici.
I disegni sono dovuti ad Andrea del Sarto ed a Raffaellino
del Garbo. E' ammirevole sul cappuccio del piviale il quadro
della Trasfigurazione. Solenne lo stemma del cardinale
nel
paliotto.
Nella
Sala 9 sono custodite tre tele: L'Immacolata, un dipinto
di scuola raffaellesca della fine del cinquecento di
non identificata provenienza, l'Estasi di Santa Margherita,
dipinto nel 1701 da Giuseppe Maria Crespi (1665 -1747)
e proveniente dalla cappella Venuti di Santa Maria Nuova
ed il Miracolo di Sant'Antonio da Padova di scuola veneziana
del Piazzetta dipinto nel 1750 da Francesco Capella (1711-1774)
e proveniente dalla chiesa di San Filippo.
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MUSEO DIOCESANO CORTONA: INFORMAZIONI e ORARI
ORARI
DI APERTURA
1 aprile - 31 ottobre: 10-19 (ad ottobre,
chiuso il lunedì)
1 novembre - 31 marzo: 10-17 chiuso il lunedì
INGRESSI
€ 5,00 - normale
€ 3,00 - ridotto per gruppi superiori a 15 persone e
bimbi da 6 a 12 anni
€ 1,00 - ridotto per scolaresche
VISITE
GUIDATE
E'
possibile effettuare visite guidate all'interno del museo
attraverso il servizio specialistico offerto da Aion Cultura.
Basta telefonare e prenotare
DIDATTICA
MUSEALE
Sempre
a cura di Aion Cultura è operativa una sezione didattica
del museo che permette agli studenti di effettuare dei piccoli
laboratori di storia dell'arte.
Informazioni
e prenotazioni 0575 637235 o
aioncultura@aioncultura.org
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