| Storia della Città
Della
atmosfera rinascimentale, inaugurata da Lorenzo il Magnifico e terminata
con Leone X, Cortona conserva importanti opere d'arte sopra le quali
rifulgono le pitture del cortonese Luca Signorelli (1445/50-1523),
noto in Italia negli ultimi anni del quattrocento, ed attivo nella
sua bottega a Cortona nei primi anni del cinquecento. Egli tra Perugino
e Raffaello inserisce la personalità della sua arte con le pitture
di Loreto, Roma, Monteoliveto Maggiore e soprattutto di Orvieto,
dove nella composizione del "Giudizio Universale" anticipa ed ispira
Michelangelo.
Agli inizi del secolo, nel 1509, una Bolla di Giulio II, trasferisce
la Cattedrale dalla chiesa madre del Terziere di San Vincenzo alla
chiesa madre del Terziere di Santa Maria. Inizia la decadenza materiale
dell'antica chiesa di S. Vincenzo, cui fa seguito purtroppo il venir
meno del culto e della venerazione del martire Vincenzo. L'antica
pieve di S. Maria viene completamente rinnovata con il suo rifacimento
in forme rinascimentali.
Nell'anno della calata in Italia delle truppe dell'Imperatore Carlo
V (1529) e del successivo Sacco di Roma, Cortona per evitare il
saccheggio ed aver salva la città, dovette pagare al comandante
imperiale principe Filiberto d'Orange una enorme somma che impegnò
tutte le risorse cittadine, sia quelle civili che quelle religiose.
Nel secolo successivo, nel corso della "Guerra per il Ducato di
Castro" (1641-1649), vengono rafforzate le difese murarie come attesta
l'epigrafe posta a memoria di ciò fra gli archi della "Porta Bifora".
Nel medesimo secolo sono attivi gli artisti cortonesi della famiglia
Berrettini, in particolare Piero (1597-1669) che in arte è chiamato
"Pietro da Cortona". Nel '700 si rendono famosi nel campo delle
lettere e dell'archeologia i tre fratelli Venuti, Marcello (1701-1755),
Ridolfino (1703-1763) e Filippo (1706-1768), ai quali si deve la
fondazione (1727) dell' "Accademia Etrusca". In questo medesimo
secolo, dopo le illuminate riforme del granduca Leopoldo, Cortona
si difende, nel 1799, dagli attacchi delle truppe napoleoniche,
soprattutto polacche, e rivendica con la forza la sua indipendenza
nell'ambito della insurrezione della Valdichiana, nota con il nome
di "Viva Maria".
Nel settembre del 1803 visitò Cortona Maria Luisa infante di Spagna
vedova di Lodovico di Borbone e Regina del Regno Napoleonico dell'Etruria
(1801-1807). Essa fu ospite del Vescovo, il fiorentino Filippo Ganucci
(1802-1806), ed alloggiò nel palazzo Mancini di via Nazionale. Ricordano
l'evento due lapidi poste a lato del portone della Curia Vescovile,
ed una lapide nel cortile di palazzo Mancini, oggi Ferretti.
Elisa Bonaparte, sorella di Napoleone, granduchessa di Toscana dal
1808 al 1814, nel settembre del 1809, in visita a Cortona, si soffermò
a lungo all'Accademia Etrusca visitando il Museo e la Biblioteca.
dopo la caduta dell'ultimo granduca Leopoldo II (1826-1859), a seguito
di plebiscito cittadino, del quale resta memoria in una epigrafe
in marmo posta all'esterno del Palazzo Comunale, la città viene
annessa al "Regno d'Italia" il 12 marzo 1860.
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