| Storia della Città
DAL
DOMINIO FIORENTINO AL REGNO D' ITALIA
Più tardi nel 1411, Ladislao di Durazzo
pose in vendita la città, quale sua preda di guerra. Cortona fu
finalmente acquistata, il 14 gennaio, dai fiorentini per sessantamila
fiorini d'oro e diventò territorio di confine della Repubblica di
Firenze. La Repubblica intanto passava con Cosimo il Vecchio sotto
il controllo della famiglia Medici (1430). A Cosimo il Vecchio,
morto nel 1464 successero i figli Lorenzo e Giuliano, quest'ultimo
ucciso nel corso degli eventi della congiura dei Pazzi. Lorenzo
rimase il solo Signore di Firenze, la sua Signoria (1469-1492) fu
magnifica.
Gli avvenimenti fiorentini non scuoterono i cortonesi, oppressi
dai pesanti balzelli dei nuovi padroni, che dovevano rifarsi dei
60.000 fiorini pagati a Ladislao. Non si ebbero tentativi di rivolta
ma l'esame dello svolgimento degli eventi ci mette in luce l'ostilità
di gran parte della popolazione contro il governo fiorentino. Si
sa che i Signori di Firenze Cosimo il Vecchio e Lorenzo il Magnifico
si fecero vivi a Cortona, ma non sappiamo come vi furono accolti.
L'espressione i Signori di Firenze veniva usata in tono dispregiativo.
A Firenze, dopo la morte di Lorenzo, si instaurò di nuovo la Repubblica
(1494), gonfaloniere della quale fu nominato Pier Soderini, fratello
del vescovo di Cortona cardinale Francesco. Ma quando i Medici tornarono
di nuovo Signori con Giovanni, figlio di Lorenzo il Magnifico, cardinale
di Santa Romana Chiesa e succesivamente (1513) con Lorenzo II, il
Pensieroso, un fatto del tutto fortuito portò Cortona nella sfera
di simpatia dei Medici. Il cardinale Giovanni, divenne, e se ne
ignorano le cause, intimo amico di Silvio Passerini di famiglia
Cortonese nobile, ma senza ricchezze, che aveva come stemma un bue
ritto su tre monti. I Passerini, secondo Annibale Laparelli ("Memorie
Cortonesi") si estinsero circa il 1650 con Luisia di Antonio.
Quando
Giovanni fu nominato Papa (1513) con il nome di Leone X, Silvio
Passerini fu fatto Datario. Successivamente il 1º luglio 1517 fu
fatto cardinale e assunse come stemma cardinalizio un bue giacente
sotto lo stemma dei Medici. Quando Leone X con bolla del 26 marzo
1519 lo nominò conte di Petrignano insieme ai di lui fratelli, i
discendenti di questi ultimi conservarono lo stemma del cardinale.
Nel 1521, fra le altre cariche, fu insignito di quella di vescovo
di Cortona. Le fortune di Silvio al servizio dei Medici, prima con
Leone X, che lo nominò governatore della Tuscia e dell'Umbria, successivamente
con Clemente VII, che lo nominò governatore di Firenze, si riversarono
anche sulla città. Leone X si fermò a Cortona, ospite del Passerini,
nei giorni 15-16 e 17 novembre del 1515: la città conobbe allora
giorni di gloria. Due Bolle del Pontefice, una relativa alla beatificazione
di Margherita, l'altra relativa alle indulgenze connesse al culto
della Croce Santa di Frate Elia emanate in quella occasione furono
a dimostrazione della sollecitudine pontificia verso la città. Un
manoscritto dell'epoca, ritrovato nell'Archivio Storico e contenente
prezioso materiale relativo alla visita a Cortona di Leone X, è
stato recentemente dato alle stampe con il titolo Leone X a Cortona,
per iniziativa dell'Accademia Etrusca.
La munificenza del ricco e potente cardinale Passerini si manifestò
ancora con il rifacimento artistico del Palazzo del Popolo, divenuto
sua proprietà a seguito di donazione al medesimo da parte della
città, con la costruzione della imponente residenza del Palazzone,
ricca di opere d'arte e con la donazione al Capitolo della Cattedrale
di un artistico e ricco parato da cerimonia oggi esposto al Museo
Diocesano.
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