| Le Tombe
Si segnalano al visitatore
alcune tra le più importanti tombe del terrirorio cortonese..
Periodo Etrusco:
(VII-IV secolo a. C.) LE TOMBE A TUMULO
La tomba a tumulo è la forma sepolcrale più antica
nata dall'idea primitiva di coprire il defunto con delle pietre
e della terra perché si riconoscesse il luogo dove era sepolto
per farne oggetto di onoranza religiosa e sociale. Tale modo di
seppellire, noto nelle società civilizzate sino dal terzo
millennio avanti Cristo, acquista rilievo artistico ed architettonico,
nei paesi dell'area mediterranea, nel primo millennio avanti Cristo
dove, al disotto di un tumulo di varie dimensioni, si realizzano
camere mortuarie riccamente adornate e decorate.
In Etruria la diffusione dei tumuli è vastissima e copre
sia l'area litoranea, Cerveteri, Tarquinia, come l'area interna,
Populonia, Vulci ed altre.
Qui a Cortona di tombe a tumulo ne sono state ritrovate tre, nella
parte sottostante la collina ed ai piedi di essa, una a sud in località
Camucia e due a nord-ovest in località Sodo, queste due ultime
abbastanza vicine tra loro.
Il materiale archeologico ritrovato all'interno di esse, che costituisce
peraltro una piccolissima parte di quello che esisteva perché
saccheggiato nel corso dei secoli, è esposto a Firenze al
Museo Archeologico ed a Cortona al Museo dell'Accademia. Tale materiale
fa datare i tumuli di Cortona al VII-IV secolo a. C. e porta ad
identificare la personalità dei defunti fra i membri di una
Gente Principesca legata alla proprietà agricolo-fondiaria
ed alla produzione metallurgica e delle armi e pertanto partecipe
di commerci e vicende economiche che ebbero grande peso non solo
in Etruria ma anche in tutto il bacino del Mediterraneo sino all'Oriente
ed in Egitto.
Si descrivono secondo l'ordine della loro scoperta dando alle stesse
il nome di Melone come i cortonesi le chiamano per la loro forma.
MELONE
FRANÇOIS A CAMUCIA
Fu scoperto nel 1842 dal francese Alessandro François su
terreno di proprietà Sergardi. Il François scavò
la tomba a sud, quella a nord fu scavata nel 1964. Il materiale
ivi trovato ed esposto al Museo Archeologico di Firenze è
di grande importanza documentaria ed artistica. È celebre
un piatto con il giudizio di Paride databile al VI secolo a. C.
Sul tamburo di circa 70 metri di diametro insistono purtroppo delle
costruzioni moderne per cui risulta impossibile studiarne l'intero
perimetro.
PRIMO MELONE DEL SODO
Fu esplorato per la prima volta nel 1909. L'esplorazione mise in
luce solo le camere a tombe, nei secoli saccheggiate, del quadrante
sud-ovest che vennero restaurate nel 1916 sotto la direzione dell'architetto
Domenico Mirri, che nell'opera sopra citata ci lasciò un'ampia
documentazione descrittiva anche di questa tomba. Nel 1912 fu donato
all'Accademia Etrusca da Giulia Baldelli vedova del socio Girolamo
Tommasi. Ulteriori restauri e ricerche conseguenti la sistemazione
del Secondo Melone, in corso di esecuzione, potranno rendere godibili
al visitatore i due così importanti monumenti.
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