DALLA
CADUTA DELL'IMPERO ROMANO ALLA FORMAZIONE DEL LIBERO COMUNE
Alla caduta dell'Impero Romano seguì
l'occupazione dei Goti (476-553), cui i Bizantini posero termine
con una guerra fra i generali dell'imperatore Giustiniano, Belisario
e Narsete, ed i Re Goti Teodato, Vitige, Totila e Treia. La
guerra gotica (535-553) conseguì una notevole diminuzione della
popolazione italica: Cortona si ridusse pertanto ad una landa
deserta e scomparvero il Municipio e forse anche la Diocesi.
Ulteriori devastazioni conseguirono per l'occupazione longobarda,
contrastata ancora dai Bizantini, specie lungo i confini del
corridoio bizantino che da Ravenna portava a Roma. Cortona non
era lontana dal confine di quel corridoio, e dovette subire
le scorrerie, i soprusi e le devastazioni tanto degli ariani
longobardi come degli ortodossi bizantini, per cui è facile
immaginare in quale stato di miseria e desolazione dovette cadere
la città. All'occupazione longobarda pose fine Carlo Magno nel
774. Nonostante queste tragiche vicende, un documento dell'anno
970 redatto da Sigberto, diarista tedesco che viaggiava in Italia,
ci dice che nei pressi della città aveva visto costruita sopra
la tomba del martire Vincenzo una basilica bella e bene ornata.
Di questa basilica, i cui resti occupano un'area archeologica
oggi di proprietà privata, ci restano alcuni reperti, conservati
presso il museo dell'Accademia Etrusca, che confermano il diarista
tedesco.

Nel
XIII secolo riappaiono i primi documenti, dopo i secoli bui.
Da essi si evince che Cortona è un libero Comune così come tanti
altri Comuni nelle città d'Italia e si trova nella sfera religiosa
della Diocesi di Arezzo. Dipende pertanto, per le cose della
religione, dal vescovo di Arezzo che eserciterà su Cortona anche
una autorità politica, in quanto gli eventi porteranno il vescovo
di Arezzo ad essere il massimo esponente politico di quella
città. In quell'epoca Arezzo, sede vescovile, batteva una moneta
in una faccia della quale figurava il suo primo vescovo, il
martire Donato. Anche nella moneta di Perugia figurava il primo
vescovo, il martire Ercolano.
Cortona, che non era sede vescovile, batteva però una propria
moneta, nel cui retto figura un vescovo con mitra e pastorale
contornato dalla parola "Vincentius" e nel retro la croce decussata
con la scritta "De Cortona". Cortona è governata da un Podestà,
da un Capitano del Popolo, dai Consoli delle Società e dai Rettori
delle Arti.