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Su apposito sostegno è
collocata una pittura ad encausto su lastra di ardesia di difficile
identificazione sia per la datazione come per la provenienza. La
pittura che rappresenta finemente dipinta la musa polimnia venne
ritenuta un'opera di epoca classica. La critica è più
propensa a ritenerla opera del XVIII secolo.
Nelle
successive vetrine sono collocate alcune serie di Bronzetti. I bronzetti,
etruschi, italici e romani rappresentano una delle più diffuse
manifestazioni dell'antico artigianato artistico. Essi sono ottenuti
per lo più per fusione del bronzo e rifiniti a freddo con
lima o bulino; altre volte sono ricavati da lamine di bronzo più
o meno spesse. Erano per lo più offerte votive dedicate alle
divinità venerate nei santuari e raffiguravano o la figura
del dio o quella dell'offerente od animali che venivano raccomandati
alla divinità. La loro produzione parte dal VI secolo ed
è varia sino in epoca romana. Fra questi sono di particolare
interesse due statuette ritrovate a Cortona nel 1847 che, come indicato
nell'iscrizione su entrambi i pezzi, costituivano l'offerta votiva
di un certo Vel Quizio figlio di Arnut. La prima statuetta rappresenta
il dio Culsans di aspetto gianiforme, l'altra il dio Selvans, con
il capo coperto di pelle ferina. Sulla base in bronzo è leggibile
il nome della città Curton.
Dalla Sala del Biscione, attraverso
un corridoio all'aperto dal quale si domina un panorama incomparabile
su cupole e tetti e sulla Valdichiana si passa alla Sala XII dove
sono conservate ceramiche etrusche, greche ed italiche, ed urne
cinerarie oltre a pregevoli esempi di statuaria etrusca, materiale
quasi tutto proveniente dalla collezione di Onofrio Baldelli. Sulla
parete tra le due finestre le cinque urne della fila in alto provengono
da Volterra e furono donate da monsignor Mario Guarnacci, lucomone
dell'Accademia dal 1770 al 1771.
Nella successiva Sala XI oggetti
per lo più collegati all'uso quotidiano sia di epoca etrusca
come di epoca romana. Alle pareti iscrizioni dedicatorie e stele
funerarie quasi tutte di epoca romana e di varie provenienze.
Nella Sala X è da ammirare,
disposta su due bacheche alle pareti, una collezione di gemme ed
oreficeria e nella successiva Sala IX una collezione di monete e
medaglie di varie epoche.
La Sezione Archeologica prosegue
al piano superiore, dove nella Sala XIII, nella Sala XIV e nella
Sala XV sono collocati i reperti etruschi provenienti dagli scavi
dei Meloni del Sodo, tombe etrusche chiamate dai cortonesi "meloni"
per la loro copertura a tumolo.
Sezione Egizia
La Sezione Egizia è interamente raccolta nella Sala III e
venne donata dal socio dell'Accademia monsignor Guido Corbelli,
il cui ritratto sovrasta la parete di destra, delegato apostolico
in Egitto dal 1891 al 1896. E' la più importante fra le raccolte
minori italiane ed è sufficiente a dare un'idea documentata
della civiltà egiziana. Di particolare importanza, forse
unica in Italia, una barchetta funeraria con figure in legno che
si inquadra nel Medio Regno e databile intorno agli anni 2060 e
1785 avanti Cristo.

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