| Musei, Archivi e Biblioteche
Tre istituzioni culturali,
il Museo dell'Accademia Etrusca, la Biblioteca Comunale e dell'Accademia
e l'Archivio Storico Comunale sono collocate in Palazzo Casali dove
è anche ubicata la sede storica dell'Accademia Etrusca. Il
Museo al primo ed ultimo piano, la Biblioteca, che ha l'ingresso
dal cortile del palazzo, è ubicata al piano ammezzato ed
al piano alto, l'Archivio Storico, che ha l'ingresso da via Casali,
al piano ammezzato.
MUSEO DELL 'ACCADEMIA
ETRUSCA
Nel 1727, quando per iniziativa dei tre fratelli Marcello, Ridolfino
e Filippo Venuti, nacque l'Accademia Etrusca, il granduca di Toscana
Giangastone dei Medici le concesse in uso alcuni locali di Palazzo
Casali dove i soci poterono riunirsi. La disponibilità di
tali locali consentì poi il sorgere del Museo e della Biblioteca
accademici, attorno ai quali ruotarono e continuano a ruotare gli
studi e le ricerche promossi dalla istituzione cortonese.
Museo e Biblioteca nacquero infatti quando il socio Onofrio Baldelli
(1667-1728), zio dei Venuti, donò all'Accademia un numero
rilevante di statue, idoli, iscrizioni, urne, patere, gemme scolpite,
lucerne, voti ed altre preziose cose, alle quali aggiunse una raccolta
di rari libri e di antichi manoscritti, che egli aveva collezionato
nel corso della sua vita di studioso. In quegli anni, infatti e
per tutto il settecento e l'ottocento, si sviluppò tra le
persone di cultura e che avevano mezzi a disposizione, la passione
del collezionismo privato di oggetti dell'antichità. Tali
collezioni assursero a volte ad importanza notevole dal punto di
vista culturale. Successe che alla loro morte alcuni soci lasciassero
all'Accademia le loro collezioni confermando così la vocazione
pubblica e la funzione didattica e strumentale che erano i presupposti
su cui si basava l'Accademia stessa.
Uno fra gli ultimi lasciti importanti fu quello del socio Girolamo
Tommasi, con la morte del quale, avvenuta nel 1896, si estinse il
ramo più antico della casata, una delle più note del
cortonese. La donazione delle sue collezioni, tra cui figurano anche
serie di importanti elementi di arredo, consentono al visitatore
di farsi una idea di quello che poteva essere l'interno dei palazzi,
in precedenza descritti su tale guida, e nei quali risiedeva la
nobiltà cittadina.
La
raccolta delle varie collezioni del Museo, oltre che a donazioni
da parte dei soci, è dovuta anche ad acquisti fatti con sacrificio
dai medesimi, come ad esempio è stato fatto per il famoso
Lampadario Etrusco. I soci hanno reso così possibile lo sviluppo
del Museo e della Biblioteca, praticamente senza soluzione di continuità,
sino ad oggi, conferendo al Museo un'immagine inconfondibile di
originalità ed alla Biblioteca una ricchezza di raccolte
fra le più importanti: vi figurano opere della cultura umanistica,
particolarmente ricche quelle del settecento.
Tutto il materiale è stato suddiviso in tre grandi Sezioni:
- la Sezione Archeologica
- la Sezione Egizia
- la Sezione Medioevale e Moderna.
Si descrivono solo alcuni pezzi tra i più importanti delle
tre Sezioni. Una maggiore informazione si può avere leggendo
la Guida nella sezione musei del
nostro sito
Sezione Archeologica
Il più importante pezzo della Sezione archeologica è
il Lampadario Etrusco sistemato in una autonoma struttura espositiva
nella Sala II adiacente l'ingresso e detta del Biscione perchèétra
gli stendardi un tempo ivi custoditi era quello di monsignor Giovanni
Visconti, arcivescovo milanese del trecento, sul quale figurava
una biscia. Il lampadario era destinato ad un edificio sacro di
grande importanza. Uscito da un'officina dell'Etruria interna centro-settentrionale
si può datare intorno al IV secolo a. C. Fu rinvenuto nel
1840 in località "Fratta" ed acquistato dai soci
dell'Accademia Etrusca per l'ingente somma di 1600 scudi fiorentini.
La fascia esterna corrispondente al lato inferiore dei beccucci
è ornata con figure alternate di sileni ed arpie o sirene,
i primi suonano la siringa od il doppio flauto, mentre le seconde
hanno le mani piegate sul petto. Alcuni delfini guizzano in una
fascia ad onde stilizzate, mentre in una fascia più interna
vi è una serie di cacce tra animali. Al centro infine, circondato
da una corona di serpentelli è la figura del Gorgoneion con
la bocca spalancata e la lingua pendente. Alternate ai beccucci,
in cui ardevano le fiammelle, sono sedici figure anch'esse finemente
lavorate
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