| Il Palazzo della Comunità
(XIII secolo) PALAZZO DEL CAPITANO
DEL POPOLO Fu costruito di fronte a quello del Consiglio Comunale
quando nel XIII secolo venne istituita la carica di Capitano del
Popolo. Il palazzo in origine merlato, era coronato da una torre,
di cui restano tracce nel lato sinistro, sulla quale era ubicato
il Campano per le assemblee. Nel 1411, con l'acquisto del Comune
da parte della Repubblica Fiorentina venne a cadere la carica di
Capitano del Popolo ed il palazzo assegnato ad uffici di esazioni
delle gabelle. Nel 1512 venne donato dal Consiglio Comunale a Silvio
Passerini, per accattivarsene la simpatia, essendo stato il medesimo
nominato datario di Leone X Medici. I Medici erano allora Signori
di Firenze da cui Cortona dipendeva. Il Passerini impose lo spostamento
della Campana delle assemblee ed arricchì il palazzo con affreschi
e vetrate istoriate da Guglielmo Marcillat, opere d'arte oggi andate
distrutte, e vi ospitò Leone X nei giorni 15, 16 e 17 novembre del
1515 nel corso di una sosta fatta dal medesimo Pontefice, che si
recava a Bologna per incontrare il Re di Francia Francesco I. Il
palazzo, divenuto proprietà degli eredi del Cardinale Passerini,
nei secoli successivi subì trasformazioni ed ampliamenti per cui
oggi risulta difficile leggerne la primitiva fisionomia. La proprietà
è oggi frantumata in un condominio, e ciò sembra poco rispettoso
della gloria passata
(XVI secolo) PALAZZO VESCOVILE
Sorge sulle rovine di vecchi fabbricati utilizzati dal clero che
era a servizio dell'attigua Pieve urbana di Santa Maria, dove la
tradizione vuole che ebbe la sua dimora anche Frate Elia nel primo
periodo della sua residenza a Cortona. I resti rimessi in luce in
facciata evidenziano un porticato medioevale che doveva essere addossato
a quei fabbricati. L'ampliamento e la trasformazione di tali edifici
in Palazzo Vescovile si devono a Silvio Passerini, quando nel 1521,
ormai cardinale, venne nominato anche vescovo di Cortona. Ulteriori
ampliamenti ed abbellimenti furono apportati dai vescovi successivi.
Sul lato sinistro del portale cinquecentesco tre grandi stemmi:
il primo a sinistra del vescovo Leonardo Bonafede (1529-1537), centrale
di Matteo Concini (1560-1562), l'ultimo a destra di Costantino Veltroni
(1577-1595). Il Palazzo è sede degli uffici della Curia Vescovile
e dell'Archivio della medesima. Nella facciata laterale due lapidi
in marmo ricordano la visita a Cortona, nel 1803, di Maria Luisa
infante di Spagna e Regina del regno napoleonico dell'Etruria, ospite
del vescovo, il fiorentino Filippo Ganucci (1802-1806). La Regina
pernottò presso i Mancini nell'allora loro palazzo di via Nazionale
ed anche in questo palazzo una lapide la ricorda.
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