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Palazzi e Ville

Nell'XI secolo il "palazzo" costituisce la manifestazione dell'insediamento dell'aristocrazia rurale altomedioevale, dei Castelli, entro la cerchia urbana del libero Comune. Esso è la dimora esclusiva della famiglia facoltosa, in contrapposizione alla "casa", dimora del popolano ed alla "chiesa" che, essendo la casa di Dio, è la casa di tutti. La famiglia aristocratica, divenuta in seguito solida anche nelle cariche pubbliche, manifesta dal cinquecento sino a tutto il settecento la sua ricchezza e potenza, edificando palazzi dalla ristrutturazione delle vecchie case o creandoli dal nuovo. Questi palazzi, dall'architettura rinascimentale o barocca, sui quali troneggia lo stemma di famiglia, un tempo ricchi all'interno di preziose opere d'arte, pitture, sculture, mobili, biblioteche, archivi, sono oggi per la maggior parte spogli e disadorni e le loro ricchezze in gran parte disperse; al contrario di quanto è avvenuto per le chiese, che contengono ancora buona parte delle loro antiche prestigiose opere. La maggior parte dei palazzi, se non adibita a pubblici uffici, è stata trasformata in freddi condomini. Tra i molti, tutti interessanti dal punto di vista storico ed architettonico, si segnalano:

(XIII secolo) PALAZZO QUINTANI Ubicato al n_ 26 di via Roma è un tipico esempio di casa della fine del duecento rimasta integra nella sua struttura con grandi pareti liscie in pietra e finestre ad arco di estrema semplicità.

(XIII secolo) PALAZZO ALFIERI-ALTICOZZI La famiglia Alfieri su probabili preesistenti costruzioni romane all'odierno n_ 6 di via Nazionale elevò nel XIII secolo il suo Palazzo che nel quattrocento, passato in proprietà degli Alticozzi, venne ristrutturato ed ancora ampliato nel corso del XVI secolo quando fu provveduto a dotarlo di nuova facciata. Questa si presenta sobria, slanciata ed armoniosa. Sopra il piano terreno si elevano due piani nobili con finestre incorniciate in pietra ed architrave. L'ultimo piano, il piano dei servizi, ha finestre quadrate più piccole. Nei fregi è riportato lo stemma degli Alticozzi.

(XIII secolo) PALAZZO PONTELLI-MANCINI E' ubicato al n_ 15 di via Dardano. La parte inferiore, ove si nota con molta evidenza la trecentesca cosiddetta "porta del morto", mostra l'impianto medioevale del Palazzo il cui sviluppo in altezza è cinquecentesco. La facciata consta di piano terreno e due piani superiori, divisi da evidenti cornici marcapiano; su ognuno dei due piani si aprono cinque finestre. Sopra il portone c'è lo stemma dei Pontelli.

(XV secolo) PALAZZO TOMMASI-FIERLI Uno dei più grandi e maestosi di Cortona si trova al n_ 25 di via Benedetti. Il piano inferiore è costituito da una lunga serie di arcate in bugnato, oggi chiuse. Due lunghi ordini di finestre ad arco sono ubicati nei piani superiori divisi da un cornicione lineare. La facciata risulta imponente. Nella lunetta della porta di ingresso si ammira una stupenda griglia in ferro battuto con lo stemma dei Tommasi

. (XVI secolo) PALAZZO BALDELLI Al n. 15 di via Guelfa è adesso sede dell'Albergo S. Michele. Ritenuto un "condensato di storia cortonese" perché vi si trovavano fin dal XI sec. delle fortificazioni; nel XII sec. fu residenza cittadina dei Marchesi del Monte S. Maria e nel 1200, destinato a palazzo pubblico della "Ragione", il podestà vi amministrava la giustizia. Passò nel sec. XV alla famiglia Baldelli e fu da questa ristrutturato allora una prima volta e poi una seconda volta nel sec. XVI. Altri notevoli lavori furono eseguiti nel secolo successivo., il palazzo però conserva ancora essenzialmente l'aspetto cinquecentesco.

(XVI secolo) PALAZZO CRISTOFANELLO-LAPARELLI Come indica l'iscrizione latina sul grande fregio, Benedetto Laparelli, protonotaro apostolico al tempo di Paolo III Farnese, fece costruire nel 1533 su vecchie costruzioni di proprietà della famiglia questo magnifico Palazzo al n_ 4 di via Guelfa. Ne fu architetto il cortonese Giovanbattista Infregliati detto il Cristofanello (morto ad Umbertide nel 1554). La facciata in pietra lavorata è divisa in tre ordini di cui l'inferiore ad ampie arcate in bugnato, la mediana con grandi finestre ad arco divise da lesene, e la superiore costituita da un'ampia loggia con dieci colonne e sei pilastri. Degno di nota è il portastendardi in ferro battuto a sinistra della porta di ingresso. E' oggi proprietà della Banca Popolare di Cortona che ha stabilito qui la propria sede, provvedendo a numerosi restauri.

(XVI secolo) PALAZZO SERNINI-CUCCIATTI Di questo Palazzo, posto al n_ 3 di Piazzetta Alfieri, è da ammirare l'elegante portale rinascimentale, opera del cortonese Cristofanello

(XVI secolo) PALAZZO VENUTI _ ai n_ 70 e 72 di via Nazionale. Il primo Ridolfino Venuti morto nel 1602 e sepolto anch'egli, come il secondo, in cattedrale, rilasciò nel 1592 quietanza a saldo all'architetto cortonese Francesco Berrettini (morto nel 1608) zio di Pietro da Cortona, per i lavori fatti nella casa nuova in ruga piana. Il Palazzo sorse sopra l'avita casa dei Venuti, e la facciata, sulla quale figura lo stemma dei Venuti, ha uno sviluppo orizzontale lungo la via Nazionale. Il nome Ridolfino è scolpito sullo stipite di tre porte al primo piano. L'ampio camino e la porta d'ingresso hanno motti greci e latini. Le porte sono ornate di pitture a guazzo rappresentanti allegorie di gusto seicentista. A piano terra vi sono due portoni bugnati. Al piano nobile si aprono sei grandi finestre anch'esse bugnate.

 

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