| Abitazioni e Case della
Comunità
(XIV secolo) CONVENTO DI SANTA
MARGHERITA La casa costruita contemporaneamente alla chiesa subito
dopo la morte di Margherita, ospitò la comunità dei Terziari Francescani
Mantellati che avevano il compito di accudire alla sorveglianza
ed ai riti che venivano svolti per la venerazione del corpo della
Santa. Della costruzione antica rimangono alcune strutture nella
parte bassa. Nel 1385 il vicario imperiale e signore di Cortona
Uguccio-Urbano Casali affidò il compito svolto dai Terziari, divenuto
gravoso per il grande affluire di popolo, alla Comunità benedettina
di Monte Oliveto che di lì a poco, nel 1390, vi rinunziò e da allora
il compito della venerazione e custodia del corpo della santa è
affidato alla Comunità francescana dei Frati Minori che abitano
il convento. Questo, nella forma attuale, venne realizzato verso
la fine del XV secolo su progetto degli stessi religiosi francescani.
(XIV Secolo) CONVENTO DI
SANT'AGOSTINO Fondato nei primi anni del Trecento fu notevolmente
ristrutturato nel Seicento. L'edificio a forma quadrata si eleva
sul lato sinistro della chiesa ed ha un chiostro centrale. Sono
da visitarsi la Sala Capitolare, un solenne scalone ed il chiostro,
sulle lunette del quale sono raffigurate le storie di Sant'Agostino,
dipinte nel 1669 da G. Guasparini di Umbertide.
(XV secolo) L'OSPEDALE DI
SANTA MARIA DELLA MISERICORDIA La sua costruzione venne iniziata
nel 1441 per unificare i molti e piccoli centri di assistenza esistenti
a Cortona, dentro e fuori le mura, e avvenne a cura della Confraternita
di Santa Maria fondata da Santa Margherita. _ dotato di un elegantissimo
portico rinascimentale che corre in facciata lungo la via Maffei.
Il complesso ha subito nelle varie epoche, specie nella nostra,
notevoli ristrutturazioni, per essere adattato ai mutevoli scopi.
(XVI
secolo) MONASTERO DELLA SANTISSIMA TRINITA' Per la Comunità delle
Monache Benedettine Cistercensi nel 1545 i cortonesi Dionisio Boni
e Galeotto Sernini fecero costruire questo monastero incorporando
un oratorio del 1349 ed un ospedale per pellegrini, gestiti dalla
Compagnia Laicale della SS. Trinità. Nel 1785 le costruzioni inglobarono
un sottostante monastero di Santa Caterina, diventando così un vasto
complesso monastico di severa e semplice architettura che ospita
due chiese sovrapposte. In quella superiore, di recente costruzione,
è conservato il corpo della monaca benedettina Venerabile Veronica
Laparelli (1537-1620), in quella inferiore, in disuso, quello di
San Felice portato a Cortona dalle catacombe di Roma. L'altare che
lo racchiude venne costruito nel 1921 su disegno dell'architetto
cortonese Domenico Mirri (1856-1939) e conserva una tela attribuita
alla scuola di Andrea del Sarto raffigurante la "Trinità con Gesù
Bambino".
(XVI secolo) CONVENTO DI
SANTA CHIARA. Fu costruito per accogliere la Comunità delle Suore
Clarisse francescane di Santa Chiara che si era stabilita a Cortona
sin dal 1225, vivente San Francesco, in un romitorio in località
Marignano, oggi Contesse. Di lì nel 1237 si trasferirono a Targe
in un romitorio che sorgeva nell'area ove oggi si trova il Cimitero.
Nel 1581 la comunità da Targe si trasferì in questo monastero che
il vescovo Ughi aveva fatto costruire su disegno del Vasari. Diresse
i lavori Luca Berrettini padre di Piero. L'area in cui sorge il
monastero, in epoca romana era occupata da una grande cisterna della
quale restano notevoli tracce, cisterna che alimentava probabilmente
una serie di costruzioni termali, chiamate nel medioevo Bagno della
Regina, esistenti nell'area dove è oggi la chiesa di San Francesco.
Lo stile vasariano è ben riconoscibile nella grande aula di ingresso
e nella chiesa che si trova a destra della suddetta aula. Il monastero
nel 1650 fu notevolmente ampliato nella parte ovest. La chiesa è
un ambiente molto suggestivo. L'altare maggiore che la divide in
due parti è uno scenario in legno scolpito e dorato di Stefano Fabbrucci.
Nell'altare di destra una Immacolata Concezione del Commodi, in
quello di sinistra una Deposizione di Cristo di Piero Berrettini.
|