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Abitazioni e Case della Comunità

LA CASA DELLA COMUNITA'
Le Comunità, un gruppo di uomini o donne che di loro volontà decidono di trascorrere in comune la loro esistenza secondo una regola scritta, erano un tempo numerose in Cortona. Quelle supportate da un ideale religioso nel primo millennio erano organizzate dalla regola di Benedetto da Norcia (480-547) e dei suoi successivi riformatori San Nilo (910-1004) e San Rumualdo (952-1072), i seguaci di quest'ultimo presero il nome di camaldolesi. Nel secondo millennio la "Comunità" religiosa si organizzò soprattutto sulla regola benedettina riformata da San Bernardo (1090-1153), cistercensi, e sulla regola unificata (1255) di Sant'Agostino, agostiniani, ma soprattutto sulle regole di San Francesco (1180-1226), francescani e San Domenico (1170-1221), domenicani. Le monache della comunità francescana da Santa Chiara si chiamarono clarisse. Nel millecinquecento i francescani si organizzarono in tre comunità, minori, conventuali e cappuccini. Oggi le "Comunità" sono in numero modesto e di modesta entità numerica. Restano però le loro case, alcune sopradimensionate rispetto ai bisogni, di architettura a volte ricca altre modesta, sempre però molto significativa dal punto di vista storico ed artistico. Tra queste sono da segnalare:

(XIII Secolo) CONVENTO DI SAN FRANCESCO Costruito da Frate Elia che vi morì il 22 aprile 1253. Della parte più antica rimangono un Oratorio, una Sala Capitolare e la Sacrestia dell'adiacente chiesa di San Francesco. Della Sala Capitolare si vedono le tracce rimaste di due bifore. Il convento si svolgeva intorno ad un chiostro trecentesco o più tardo del quale si vedono le tracce sul lato della chiesa e della parte più antica del Convento. Il porticato di detto chiostro fu demolito nel 1896 dopo la soppressione del convento ordinata nel 1866 dal Governo Italiano. E'gestito dai Francescani-Conventuali, come il Sacro Convento di Assisi.

(XIII secolo) LE SANTUCCE Venne costruita come Monastero di Santa Maria Maddalena circa il 1270 dalla monaca benedettina Beata Santuccia da Gubbio morta nel 1305. Il complesso mostra strutture duecentesche, cinquecentesche, seicentesche ed ambienti di notevole rilievo artistico come la chiesa, oggi in notevole stato di abbandono, ed il refettorio coperto da elegante volta lunettata. Ospita oggi la Comunità degli anziani bisognosi di riposo e di attenzioni.

(XIII secolo)CONVENTO DELLE POVERELLE In questa casa a lei donata dalle nobili dame Marinara e Raniera De Moscari, Margherita profuga da Laviano nel 1272, entrata in Cortona dalla vicina porta Berarda, oggi privata, raccolse una comunità di terziarie francescane che il popolo chiamava "Poverelle". Da qui partecipò all'opera di ricostruzione materiale e morale della città distrutta dal sacco del 1258, nelle rovine della quale i cortonesi erano ritornati nel 1263, prendendosi cura dei poveri e degli infermi e dando vita alla "Confraternità di Santa Maria della Misericordia". Dopo la morte della Santa il convento ristrutturato ed ampliato continuò ad essere tenuto dalle Terziarie francescane sino al 1808 quando venne interessato dalla soppressione napoleonica. Dal 1917 accoglie la comunità delle "Sorelle dei poveri di Suor Savina Petrilli". All'interno sono visibili la stanza che secondo la tradizione ospitò Margherita e due pozzi medioevali scavati nel masso. Interessante è la visita alla chiesa dedicata a San Girolamo, opera barocca della seconda metà del XVII secolo. Nell'altare maggiore vi è un dipinto del 1659 raffigurante la Madonna e Santi opera di Piero Berrettini. Tra i santi figura Santa Martina di cui Piero era particolarmente devoto ed alla quale erigerà a Roma una delle sue chiese più belle. Il quadro fu terminato con la collaborazione di Lorenzo Berrettini.

 

 

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