Folk songs

Mostra Mobile The main songs related to folk traditions of Cortona and of Valdichiana have been gathered in the book "Sapienza popolare in Valdichiana" by former abbot of Farneta, don Sante Felici, deceased in 2002. This man, who loved to be called “the last of the Etruscans”, contributed with enthusiasm to popularize the history and folk culture of Cortona and of our territory, thanks to his precious research on archeology, paleontology, history and folklore. Folk and religious songs are the real treasure chest of Italian culture and have been orally passed down from father to son over the centuries. Their rediscovery allows us today not to forget our roots and to give value to our rural traditions, by saving a priceless heritage that risks to get lost. We have selected three illustrative ironic and entertaining songs about universal folk subjects of rural civilization, such as the relationship between masters and servants, agricultural works and wheat harvesting, the big wedding receptions in the countryside. For each song we provide you with MP3 audio files and with lyrics, taken from the abovementioned book by don Sante Felici.

La Vecchia

Buona sera, padroni di casa!
Siam venuti per fare una prova;
se ci date una coppia dell'òva,
questa vecchja voggliamo segar.

E non fate come Goro,
che ci dette un ovo solo,
e, per daggne da vedere,
glié se mandò il carro a bere.

Vecchia:
Quand'ero sull'età de mi' vent'anni
fra le ragazze l'ero la più bella
e la canto per te, barba Giovanni,
che m'eri sempre dietro a la gunella.
Ora s'è fatto vecchjo,
te s'è muscito '1 nèso
non senti manco più l'odor del checio.

Vecchio:
Ma sente tu 'sta vecchja catarlona
tutta la notte me fa '1 serra serra
le mosche 'ntorno a l'occhji
gli han fatto 'l gnido
ma mo' chjappo la sega e la divido.

Ringraziamo la massaia,
che ci ha dato la coppia d'òva,
e noi gli én dato la prova,
questa vecchja én saputo segar.
Ringraziamo il padrone di casa
e l'intera sua famiglia;
un'altra strada noi si pìgglia,
altre vecchje andiamo a segar.

Canti di mietitura

E canta la cichèIa perché è ciéca,
e chji l'ha semmenèto éI batta e '1 miéta.

E canta la cichèla perché è matta,
e chji l'ha semmenèto él mieta e '1 batta.

Atàcca, capofàlcia, e tira via,
si tu m'aspetti, te fo compaggnìa.

Al capofàIcia gne se dà la lòda,
da capofàlcia è armasto capocóda.

Oh, tàgglia, taggliá!, dice la Maremma,
finito 'sto campin, se va a merènda.

Oh, tàgglia, tàgglia!, dice '1 Maremmano,
finito 'sto campìno, ce n'andiamo.

Ooh, rondinella, che voli pel mare,
ooh, dammi una penna delle tue bell'ale.

0oh, vò' scrivere una lettera al mio amore,
ooh, quando l'avrò scritta e fatta bella,

ooh, ti renderò la penna, o rondinella.
0oh, quando l'avrò scritta e fatta fare,

0oh, ti renderò la penna per volare.
0oh, quando l'avrò scritta e fatta d'oro,
Ooh, ti renderò la penna e il tuo bel volo.

Brindisi agli sposi

E questo vino è bono
e sa di malvagìa
evviva la sposa
e chi la porta via.

E questo vino è bono
e sa di moscato,
evviva i sposi
e tutto il parentato.

E questo pranzo
è stato prelibato,
evviva i sposi
e chi l'ha preparato.

Questa giornata
è stata di allegria,
salutiamo i sposi
e lasciamoli andar via.