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La
Giostra dell'Archidado
"OFFERTA DEI CERI"
In
Giugno Venerdì e Sabato precedenti all'Ascensione
Dallo
"STATUTO DI CORTONA" dell'anno 1325
..."Erano particolarmente solennizzate le feste di S. Marco
e di S. Margherita.
Pochi giorni prima che ricorressero, il Consiglio dei Cento deliberava
sul modo di celebrarle. Tre bonomini eletti dal Vicario fissavano
il peso della cera dovuta presentare dalle arti e dalle ville: ogni
masserizia rurale pagava 6 denari per l'oblazione a S. Marco, 4
per S. Margherita.
Queste
offerte obbligatorie erano ricevute e sorvegliate da altri tre bonomini,
multati in 20 soldi, come gli oblatori, se la cera presentata ed
accettata era deficiente sul peso stabilito. In seguito il congiglio
ordinava, il vicario approvava, di consumare parte della cera e
parte di venderla in vantaggio delle due chiese.
"Alla festa di S. Margherita accorreva
di fuori straordinario numero di devoti; per cui veniva sempre deliberato
dal Consiglio sul modo di custodire la città ed ordinate
guardie strodinarie.
I foresi maschi erano ricoverati dai cittadini, le donne nelle chiese,
e per i loro giacigli nelle case e nelle chiese il comune provvedeva
20 some di paglia, oltre a some 25 di legna minuta da donare ai
foresi che ne domandassero. Il vicario sorvegliava sull'abbondanza
del pane, sull'alterazione del prezzo dei commestibili, e teneva
uno dei suoi notari nelle vicinanze di S. Basilio per custodire
la città, invigilare gli intevenuti, e permettere alle sole
guardie di fermarsi nella notte intorno alla chiesa di S. Margherita.
Duplicata la pena per tutti i delitti commessi.
Dodici armeggiatori designati dal vicario giostravano con armi e
bandiere somministrate dal Comune, e finita la festa donate alla
Chiesa
"sull'ora di vespro il vicario con gli ufficiali foresi, i
consiglieri del comune, i rettori ed i consiglieri delle arti, il
clero ed i frati, dalla piazza del Comune, si recavano processionalmente
a S. Margherita per offrire due ceri ciascuno di 4 libbre..."
(dal cap. xx pag. 48 e 49 de "Lo Statuto di Cortona dell'anno
1325" Bibl. Com.le di Cortona. Ed. 1963 Mancini, "Cortona
nel Medio Evo" Firenze, 1894).
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I
quintieri
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Sant'Andrea
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Peccioverardi
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San
Marco
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San
Vincenzo
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Santa
Maria
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"GIOSTRA
DELL'ARCHIDADO"
In Giugno Domenica dell'Ascensione - Origini storiche
Rimane di primaria
importanza la documentatissima opera storica " CORTONA NEL
MEDIOEVO" dal nostro illustre concittadino Girolamo MANCINI.
Dal capitolo XXVI " Francesco CASALI sposa Antonia SALIMBENI"
(anno 1397 pag. 248-249).
La bellissima giovane arrivò a Cortona l'8 Gennaio 1397 accompagnata
da Uguccio e dallo sposo. Alle nozze intervennero gli invitati di
Firenze, di Castello e m. Niccolò Castracani, ciascuno seguito
da 10 cavalli, Ottaviano Ubaldini con la moglie e 20 cavalli, il
signore di Baschi ed altri gentiluomini con minori scorte, una quantità
di trombettieri, pifferi, suonatori di vari strumenti, schermitori
e travagliatori. I Malatesta di Rimini, Castiglione Aretino, Isola
Maggiore, gli affittuari del Trasimeno mandarono doni. In città
i rettori delle arti, nel contado i sindaci delle ville, tutte le
famiglie del comune anche modeste, offriron dolci, pollami, uccelli,
strami per cavalli.
Fra i doni furono ammirati uno scheggiale di perle del costo di
fiorini 100 donato da Castello, una pezza di velluto vermiglio presentata
da Firenze, un cavallo e due pezze di drappo in tessuto a seta ed
oro mandato da Malatesta Malatesti, ed un gioiello da petto valutato
fiorini 200 offerto da Carlo Malatesti. Per addobbare il Palazzo
Casali poco alla volta spogliato dai cortigiani, i cittadini prestarono
letti, tavole, biancherie, bacili, posate, e simili masserizie.
Nei giorni delle feste riuscite molto splendide si successero gli
ARMEGGIAMENTI ed i balli.
"La Giostra dell' Archidado affonda le proprie origini nel
medioevo e precisamente poco prima del Mille, origine sicuramente
nata da una leggenda..." come narrato nelle cronache del Prof.
F. MAGRINI (scrittore contemporaneo aretino).
 
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