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Primo
campionato de li Balistrari - Cortona 2001
PROGRAMMA
- Domenica 16 settembre 2001
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ore
9.00
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Ritrovo
dei balestrieri sul campo di tiro (Piazza Signorelli)
Sorteggio postazioni di tiro
Abbinamento giudici di gara |
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ore
9.15
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Inizio
tiri di prova |
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ore
11.15
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Termine
tiri di prova
Punzonatura verrette |
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ore
11.45
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Municipio
di Cortona
- Incontro con le autorità
- Scambio dei doni |
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ore
12.45
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Pranzo
presso palazzo Vagnotti |
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ore
15.00
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Città
di cortona
- Corteo Storico |
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ore
15.30
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Benedizione
del campo di tiro
Inizio gara CampionatoIitaliano a squadre |
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ore
16.30
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Inizio
gara CampionatoIitaliano individuale |
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ore
18.00
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Proclamazione
dei Campioni Italiani L.I.T.A.B. a squadre ed individuale
Premiazione |
- I vincitori
dell'edizione 2001: Gavilli Alessandro detto "gavicchio"
nella gara individuale balestra manesca con appoggio
- La compagnia
balestrieri di Cortona ha vinto la gara a squadre di tiro
balestra manesca con appoggio
STORIA
DELLA BALESTRA
Gia
intorno all' anno 1000 a.C. alcune popolazioni mongole utilizzavano
in battaglia armi molto simili a quelle che potremmo definire balestre
portatili. E' quasi certo , comunque, che la balestra arrivò
nel bacino del mediterraneo dai territori asiatici confinanti. Nell'
AnticoTestamento si fa esplicito riferimento all' uso di macchine
da guerra atte a scaglare dardi e pietre dall'alto delle mura di
Gerusalemme (800 a.C.). I greci fecero ampio uso di macchine simili,
denominate baliste, strumenti da guerra che appaiono essere i precursori
della balestra medievale. Alessandro Magno, per altro, le utilizzò
sistematicamente nelle sue campagne (336-323 a.C.). La balista greca
era costituita da un asse-telaio ben solido, sulla cui parte anteriore
era situato, dentro una cassa aperta il sistema propulsore. Quest'
ultimo era composto da un arco in legno a due bracci separati, bloccati
alla cassa da due matasse di corde: l'arco veniva teso mediante
l'azione di un verricello a mano che, agganciando la corda, la traeva
indietro fino al punto di caricamento. uno strumento di questo tipo
era in grado di lanciare con effetti devastanti un dardo di 500
grammi ad una distanza superiore ai 400 metri. archimede fece costruire
macchine simili per difendere Siracusa dall'assedio dei Romani (212
a.C.). Queste catapulte-balestre a partire dalla metà del
II° secolo a.C. divennero parte integrante delle macchine da
guerra in dotazione all' esercito romano. La freccia romana per
balista, per quanto ci è dato conoscere, era lunga una dozzina
di centimetri, aveva l'asta in legno, era priva di impennatura,
aveva sezione conica e una punta metallica squadrata che impegnava
quasi un terz della lunghezza totale del dardo. I costruttori romani,
che per primi progettarono queste frecce e ai quali si deve con
ogni probabilità l'introduzione di piccole balestre portatili
caricabili manualmente, dovevano necessariamnete possedere una notevole
esperienza nel campo dell'aereodinamica. Anche se riferimenti storici
assicurano che l'uso della balestra continuò durante tutto
il medioevo, essa ebbe il suo periodo di massima popolarità
tra l'XI ed il XVI secolo. Durante la prima Crociata (1908) venne
utilizzata come arma in dotazione stabile alla fanteria. Provvista
di un arco in legno fissato sul teniere da un intreccio di cordami,
veniva caricata a mano: una staffa posta anteriormente permetteva,
appoggiandovi il piede, di rendere più agevole lo sforzo
necessario per tendere la corda. Gli Arabi, ad esempio, usavano
un arco composto: l'anima in legno era rinforzata sul dorso (soggetto
a trazione) con tendine di animale, mentre sul ventre (soggetto
a compressione) venivano applicate sottili lamine ossee, che garantivano
una notevole resistenza alla compressione. le trenede ferite causate
da un quadrello di balestra furono considerate dalla Chiesa un atto
di barbarie, cosucché, nel 1139 il Concilio Laterano ne proibì
l'uso, pena la scomunica, pur ammettendo l'uso contro gli infedeli.
Uno dei pochi regnanti dell'epoca che invece favorì l'utilizzo
della balestra fra le sue truppe fu Riccardo I "Cuor di Leone",
Re d'Inghilterra. Destino volle che fu proprio un quadrello di balestra
a causarne la morte. Quest'arma, più tardi, trovò
una più adatta collocazione nella difesa dei luoghi fortificati
(castelli, navi, ecc.), dove, al riparo delle torri e attraverso
strette feritoie, i balestrieri potevano caricare e prendere la
mira con una certa sicurezza. all'inizio del '400 fece la sua comparsa
la balestra con l'arco in acciaio, che potè garantire una
potenza fino ad allora sconosciuta. la freccia d'uso più
frequente era denominata quadrello, per via della punta metallica
sagomata geometricamente. Il listello di legno, lungo una trentina
di centimatri portava sulla sezione posteriore, in genere rastremata
un'impennatura rigida di legno o metallo. Il teniere era costruto
talvolta in modo da potersi adattare all'ascella, tuttavia, nella
maggior parte dei casi, era impostato in modo da venir appoggiato
al di sopra della spalla. La corda, una volta tesa, veniva bloccata
da un elemento teso detto noce alloggiato in un apposito incavo
del teniere. Sagomata appositamente sul lato inferiore, la noce
impegnava direttamente la leva del grilletto. Fino a che la forza
dell'arco lo permetteva, il caricamento avveniva a mano sfruttando
una staffa in cui mettere il piede ed eventualmente un uncio che,
pendente dalla cintola, serviva ad agganciare la corda. Da allora,
e in pratica fino alla metà del nostro secolo, tranne casi
limitati in cui viene usata per la caccia o per scopi ludici, la
balestra antica divenne, ed è tuttora, uno strumento da recuperare
in occasione delle manifestazioni storiche. le nuove concezioni
tecnologiche del XX secolo, con fibre di vetro, hanno trasformato
quest'arma medioevale in un raffinato strumento da competizione
per il tiro al bersaglio, aprendo la strada ad una nuova disciplina
sportiva che ha definitivamente allontanato da questo attrezzo il
ricordo dei fasti e delle ignominie della vita medioevale.
REGOLE
DEL TORNEO
- Partecipano al torneo sei balestrieri per ogni Squadra delle Compagnie
partecipanti.
- Dopo aver sorteggiato la posizione del banco ed aver sottoposto
il materiale di tiro al controllo dei Maestri d'Aame e dei Giudici
di campo, inizierà la gara squadre sul bersaglio piano.
- Si tirerà ad un distanza di metri 18 per la disciplina
senza appoggio; ogni balestriere tirerà tre volte in sequenza,
per un totale di 18 volate ogni squadra.
- Per la disciplina con appoggio si tirerà da metri 20 con
tre tiri in sequenza per ogni balestriere, per un totale di 18 volate
ogni squadra.
- Per ciascuna disciplina seguirà la gara individuale che
si diputerà dalla stessa linea di tiro con i sei balestrieri
per squadra che torneranno al tiro per tre volte.
- Il bersaglio denominato " Coniolo" o "Tasso"
sarà unico per tutti e dovrà ricevere 54 verrette.
- In questa specialità ogni balestriere gareggia per conquistare
il titolo di Campione Italiano L.I.T.A.B. 2001, sia nella disciplina
con appoggio che senza appoggio.
 
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