PROGETTO “ARCHAEOLOGY WITHOUT BARRIERS”

 

Il progetto: presupposti e obiettivi

Il progetto Archaeology without barriers, promosso dal Comune di Cortona (con partner Francia – Associazione Memoire et Patrimoine, Parigi - e Grecia – Soprintendenza ai Beni Bizantini di Salonicco), è stato finanziato dalla Commissione Europea, Divisione Formazione e Cultura, nell’estate 2001, all’interno del Programma di finanziamenti “Cultura 2000”.

Il progetto consiste nella realizzazione di una ricerca ad ampio raggio sulle problematiche di accesso e fruibilità ai musei e spazi espositivi in genere per le persone con disabilità sensoriali e di deambulazione (ciechi e ipovedenti, ipoudenti e persone con disabilità motorie).

La ricerca parte dal presupposto che l’espressione “pari opportunità di accesso per le persone svantaggiate”, utilizzata in tutti i documenti internazionali e nazionali, vada intesa a tutti i livelli, a partire dai problemi di barriere architettoniche, ancora fortemente presenti, per arrivare ai problemi relativi agli allestimenti e alla didattica/comunicazione.

Sulla base della semplice constatazione che in genere tutti i sussidi didattici e di comunicazione, didascalie, pannelli, ecc. negli spazi espositivi sono pensati per la lettura da parte di un adulto in piedi, il progetto Archaeology without barriers affianca alla ricerca teorica, in collaborazione con i partner, la sperimentazione di percorsi di visita tattili e olfattivi, che quindi utilizzano sensi diversi dalla vista e dall’udito.

I prototipi sperimentali per i percorsi tattili e olfattivi sono progettati per il museo etrusco e il parco archeologico di Cortona perché la città è un importante polo per la comprensione e la conoscenza della storia della civiltà etrusca, e ha in programma l’apertura del museo etrusco e lo sviluppo di un ampio parco archeologico su tutto il territorio comunale.

Inoltre, uno dei presupposti del progetto è che la metodologia di progettazione dei percorsi olfattivi e tattili vada poi caratterizzata specificamente, in base al tipo di manufatti/opere dello spazio espositivo (un percorso olfattivo per la civiltà etrusca sarà necessariamente diverso da un percorso relativo alla società del secolo XVI).

In terzo luogo perché gli spazi espositivi per reperti di civiltà antiche, lontane nel tempo, risultano, forse più di altri settori, estranei all’esperienza quotidiana del visitatore, e in molti casi sofferenti della “spettacolarizzazione” del singolo reperto prezioso, o d’altra parte, sofferenti di un modello di presentazione chiuso, creato da esperti per altri esperti.

I percorsi didattici tattili e olfattivi

I percorsi didattici olfattivi e tattili aggiungono al consueto iter di visita di un museo, fondato esclusivamente sull’apprendimento visivo (si vedono gli oggetti, si leggono didascalie, guide e pannelli), la percezione tattile e olfattiva.

L’esplorazione tattile di un’opera, coadiuvata da una tecnica verbale finalizzata alla comprensione della forma, della composizione e del significato/scopo dell’opera, per i portatori di handicap visivi, è una metodologia sperimentale realizzata in diversi percorsi didattici storico-artistici, in Italia e all’estero; obiettivo del progetto è l’applicazione della metodologia alle collezioni archeologiche.

La stimolazione olfattiva, colpendo prevalentemente il mondo emozionale, rispetto alla componente razionale dell’individuo, è elaborata per fornire nuovi spunti di riflessione, nuove curiosità e stimoli ai visitatori, contribuendo ad avvicinarli, con una modalità inconsueta e accattivante, alla conoscenza delle civiltà antiche, dei gesti e delle prassi della vita quotidiana.

Il percorso olfattivo e tattile in uno spazio espositivo, agendo su sensi inconsueti, promuove accesso e partecipazione per tutti i cittadini, senza emarginazioni e distinzioni nell’ottica delle direttive internazionali ed europee, in cittadini di serie A (quelli che possono vedere, leggere ed ascoltare) e di serie B (per i quali bisogna predisporre dei sostituti).

L’iter progettuale

Alcuni prototipi olfattivi e tattili sono stati preparati e allestiti per la Fiera di Ferrara “Restauro 2002, Salone dell’arte del restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali” (aprile 2002); in quell’occasione è avvenuta anche la valutazione dei prototipi, attraverso questionari e interviste in profondità.

Il test e la valutazione hanno consentito il miglioramento di dettagli tecnici e metodologici dei prototipi, che sono stati presentati a “Museum Image”, ad Arezzo (maggio 2002), nella versione corretta. Ad Arezzo è stata presentata anche la sperimentazione di percorsi olfattivi per il parco archeologico, attraverso la proposta di un percorso botanico etrusco.

L’allestimento è stato proposto anche a “Museum”, a Firenze, nell’ottobre 2002.

I prototipi tattili sono stati realizzati da Clessidra snc. con la consulenza e la supervisione dell’associazione V.A.M.I. (Volontari Associati per i Musei Italiani) di Firenze.

I prototipi olfattivi sono stati progettati e realizzati da Clessidra snc. (Cavezzo – MO)

I prototipi sperimentali tattili e olfattivi

La scelta dei reperti etruschi da riprodurre come calchi per la percezione tattile, e dei temi su cui sviluppare gli “ambienti olfattivi”, realizzati con pannelli cromatici, è avvenuta attraverso la collaborazione del gruppo di ricerca del progetto (archeologi, botanici, associazione VAMI di Firenze, esperti in comunicazione, esperti olfattivi), sulla base del progetto di allestimento del nuovo Museo di Cortona e del Parco Archeologico.

Il gruppo di ricerca ha individuato alcuni nodi tematici per la comprensione di Cortona antica, illustrati dai reperti e dalle emergenze archeologiche dislocate sul territorio e nell’area cittadina; sulla base di questi nuclei tematici sono stati scelti gli oggetti, le mappe tattili, i temi degli “ambienti olfattivi” (cromie, odori, decorazioni dei pannelli).

Le mappe tattili hanno mirato all’inquadramento generale del territorio e all’illustrazione di alcune emergenze archeologiche particolarmente significative della realtà archeologica cortonese.

Tre sono invece gli ambienti olfattivi indagati nel mondo etrusco e italico: “riti funerari”, “cucina/alimentazione”, “cosmesi/cura del corpo/medicina”. Per tutti e tre le fonti documentarie dirette e indirette sono numerose. L’ambiente “riti funerari” richiama una parte importante della cultura etrusca e dei ritrovamenti archeologici, oltre a presentare uno degli aspetti della vita antica più noti ed affascinanti anche per l’uomo contemporaneo; gli altri due ambienti olfattivi, al contrario, si riferiscono a situazioni del quotidiano antico più vicine alla comune esperienza di un visitatore: odori di cibi prevalentemente vegetali, insaporiti da erbe e spezie dell’area mediterranea, sono famigliari ai visitatori, come ugualmente famigliare è l’uso di erbe e fiori per cosmetici, profumi e medicamenti, usati oggi con le stesse funzioni degli etruschi.

I prototipi progettati e realizzati nel progetto sono:

-          Una mappa tattile dell’area del parco archeologico di Cortona.

-          Una mappa tattile del Melone del Sodo II.

-          Una mappa tattile della Tabula Cortonensis.

-          Una mappa tattile della stele di Lemnos.

-          Una mappa tattile della Villa di Ossaia (villa romana).

-          Una riproduzione di un mosaico della Villa di Ossaia.

-          La riproduzione di un kantharos di bucchero.

-          La riproduzione di una lekythos a figure nere.

-          Un pannello profumato “cucina/alimentazione”, con cromia e materiali (leganti, inerti e pigmenti) che riproducono un frammento originale di finitura muraria della Villa di Ossaia, evidenziando le diverse cromie con granulometrie differenti, per la percezione tattile; la suggestione olfattiva è costruita sulla base di odori di ingredienti attestati nella cucina romana.

-          Un pannello profumato “medicina/cosmesi/cura del corpo” con cromia analoga alla Lekythos.

-          Un pannello profumato “Riti funerari”, con un aroma allusivo ai legni resinosi utilizzati nei riti della sepoltura, con cromia bronzo, che allude alla lega più utilizzata dalla civiltà etrusca.

-          Un pannello riproducente un particolare della Tabula, realizzato in malta.

-          Un pannello sul tema dell’origine della lingua etrusca.

-          Un pannello riproducente un dettaglio del “Fegato di Piacenza”, relativo al tema della divinazione.

La sperimentazione di percorsi olfattivi e tattili all’aperto, per il parco archeologico, ha considerato la definizione di aree delimitate all’interno del parco, in cui piantare essenze attestate in periodo etrusco, spontanee o coltivate, per alimentazione o per scopi medicinali. Le piante possono essere esplorate tattilmente e viene dato risalto agli odori attraverso una scelta opportuna (stagionalità, natura del suolo, alternanza della fioritura, etc.). Nella stessa area delimitata e protetta possono essere collocati anche gli ausili tattili (mappe) per costruire un “punto informativo e didattico” specializzato per la percezione olfattiva e tattile.

L’allestimento presentato ad Arezzo ipotizzava la collocazione del punto didattico tattile e olfattivo nell’area del Tumulo del Sodo II, utilizzando il calco a grandezza naturale della scalinata-altare, e mostrava la piantumazione di alcune essenze, all’interno di un possibile percorso didattico con le mappe e i pannelli.

Per maggiori informazioni, contattare il Comune di Cortona, Assessorato alla Cultura, Dott. Paolo Giulierini